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	<title>SCUOLA PRIMARIA LONGHENA &#187; Pensieri e parole</title>
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	<description>Benvenuti tra le pagine della scuola Longhena di Bologna: la scuola più bella del mondo (per noi...)</description>
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		<title>I verbi secondo Mafalda</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Oct 2011 13:11:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Scuola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri e parole]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-3062" title="mafalda-scuola" src="http://www.scuolalonghena.org/blog/wp-content/uploads/2011/10/mafalda-scuola.jpg" alt="" width="430" height="223" /></p>
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		<title>Buon compleanno, tempo pieno!</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Sep 2011 12:17:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Scuola</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Il 24 settembre il “tempo pieno” compie 40 anni. E’ in quella data che viene emanata la Legge 820/71 con cui si delinea una scuola diversa da quella tradizionale, che prevedeva un insegnante unico per 24 ore settimanali. Quella legge, che definisce un modello educativo eccellente che ancora oggi tutta Europa ci invidia, fu preceduta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-3043" title="tempo_pieno" src="http://www.scuolalonghena.org/blog/wp-content/uploads/2011/09/tempo_pieno.jpg" alt="" width="495" height="360" /></p>
<p style="text-align: justify;">Il 24 settembre il <strong>“tempo pieno”</strong> compie 40 anni. E’ in quella data che viene emanata la Legge 820/71 con cui si delinea una scuola diversa da quella tradizionale, che prevedeva un insegnante unico per 24 ore settimanali. Quella legge, che definisce un modello educativo eccellente che ancora oggi tutta Europa ci invidia, fu preceduta da un lavoro partecipato e appassionato di tanti educatori, pedagogisti, lungimiranti amministratori locali, genitori, insegnanti e dirigenti scolastici. <span id="more-3042"></span>Tra i papà del tempo pieno ricordiamo Ettore Tarozzi, Bruno Ciari, Fiorenzo Alfieri, Raffaele La Porta, Francesco De Bartolomeis. E’ stato un cammino lungo, iniziato negli anni ’50, in cui la scuola doveva avere anche la funzione di “offrire un pasto caldo”, per passare ai fertili anni ’60, libertari sì, ma che vedevano nella scuola il luogo in cui ci poteva essere il riscatto degli umili; gli anni 70 con l’istituzionalizzazione del tempo pieno statale attraverso la legge; la stabilizzazione degli anni ’80, che non trova però omogenea diffusione sull’intero territorio nazionale, fino all’attentato della Moratti, il cacciavite di Fioroni, il Napalm della Gelmini. Il tempo pieno e’ scelta politica, per la piena attuazione della scuola della costituzione; e’ cultura organizzativa e gestionale, che realizza appieno il vero senso dell’autonomia scolastica e del rapporto fecondo che ci deve essere tra scuola e territorio; e’ cultura pedagogico didattica. E’ la scuola democratica. E’ il “tempo scuola dalla parte dei bambini”, che li fa sentire accolti, che permette il confronto tra culture diverse, che assicura le competenze di base, sotto una formazione solida al pensare, che ne stimola la creatività. E’ la scuola che, grazie alle ore di compresenza degli insegnanti e al rispetto dei tempi di apprendimento di ogni bambino, permette a maestri e maestre di compiere ogni anno un grande miracolo. Il primo giorno di scuola in prima elementare arrivano bambini e bambine molto diversi tra loro: c’è il figlio del professionista, che sa già leggere e scrivere, c’è quello che sa solo disegnare e quello che non parla neppure l’Italiano. Eppure immancabilmente tutti, non uno di meno, a Natale sanno leggere e scrivere. Quei bambini così diversi, ma ugualmente utili l’uno all’altro, sono diventati una classe.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco perchè il tempo pieno, prima vittima dei tagli, viene considerato “uno spreco” dalla scuola della Gelmini, che seleziona gli alunni da subito, dunque in base al censo. Ed ecco perchè noi invece lo consideriamo “il gioiello di famiglia” del sistema scolastico italiano, da riprendere e mettere in vetrina. Nelle regioni italiane dove questo modello educativo è più diffuso, le rilevazioni Ocse Pisa dimostrano che i bambini hanno un migliore rendimento e successo scolastico. Quando torneremo a governare, dovremo seguire la lezione di Don Milani, che affermava che non c’è più grande ingiustizia di fare “parti uguali tra diversi”. Allora nel Paese in cui le divisioni nascono già sui banchi di scuola, se vogliamo assicurare uguali diritti e opportunità tanto per chi nasce nel centro storico di Torino, quanto per chi nasce allo zen di Palermo, dovremo investire nella diffusione di questo modello educativo -e non solo- stabilendo, come già accade in Francia e negli USA di Obama, le zone di educazione prioritaria. Le zone del mezzogiorno del Paese e le periferie delle grandi città, in cui dovremo ricostruire il tessuto civile, economico, sociale, il senso del rispetto delle istituzioni e della legalità, offrendo una scuola eccellente.</p>
<p style="text-align: justify;">Perchè l’Italia, dopo 20 anni di Berlusconismo, dovremo ricostruirla nelle scuole. Restituendo orgoglio e dignità alla professione dell’educare, facendo diventare le scuole, aperte tutto il giorno, il luogo in cui la comunità si ritrova, immette le energie e le risorse migliori, per disegnare insieme il proprio futuro. Buon compleanno tempo pieno e un ringraziamento personale: dai maestri e dalle maestre dei miei figli, ho imparato ad essere un genitore migliore.</p>
<p style="text-align: justify;">Francesca Puglisi, 24 settembre 2011</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.francescapuglisi.it/buon-compleanno-tempo-pieno/" target="_blank">http://www.francescapuglisi.it/buon-compleanno-tempo-pieno/</a></p>
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		<title>AUGURI !</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Dec 2010 09:04:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Scuola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri e parole]]></category>
		<category><![CDATA[2010-2011]]></category>
		<category><![CDATA[feste]]></category>

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		<description><![CDATA[AUGURI PER UN FUTURO MIGLIORE E PIU&#8217; RICCO
a tutti voi e alla scuola pubblica italiana
disegno di Nole


]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-2656" title="natale-2010-nole" src="http://www.scuolalonghena.org/blog/wp-content/uploads/2010/12/natale-2010-nole.jpg" alt="" width="500" height="500" /><span style="color: #ff0000;"><strong>AUGURI PER UN FUTURO MIGLIORE E PIU&#8217; RICCO</strong></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;"><strong>a tutti voi e alla scuola pubblica italiana</strong></span></p>
<p style="text-align: right;"><em>disegno di Nole</em></p>
<p style="text-align: center;"><em><img class="aligncenter size-full wp-image-2661" title="AUGURI-nessuno-straniero" src="http://www.scuolalonghena.org/blog/wp-content/uploads/2010/12/AUGURI-nessuno-straniero.jpg" alt="" width="500" height="348" /><br />
</em></p>
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		<title>Buone vacanze !</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Jun 2010 07:46:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Scuola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri e parole]]></category>
		<category><![CDATA[2009-2010]]></category>

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		<description><![CDATA[
Ci rivediamo il 14 settembre !
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.scuolalonghena.org/blog/wp-content/uploads/2010/06/vacanze-2010.jpg" rel="lightbox[2290]" title="vacanze-2010"><img class="aligncenter size-full wp-image-2291" title="vacanze-2010" src="http://www.scuolalonghena.org/blog/wp-content/uploads/2010/06/vacanze-2010.jpg" alt="" width="540" height="360" /></a></p>
<h1 style="text-align: center;">Ci rivediamo il 14 settembre !</h1>
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		<title>Lettera aperta ai genitori di alunni e studenti che frequentano la scuola pubblica di ogni ordine e grado</title>
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		<pubDate>Thu, 06 May 2010 10:49:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Scuola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri e parole]]></category>
		<category><![CDATA[2009-2010]]></category>
		<category><![CDATA[genitori]]></category>
		<category><![CDATA[riforme]]></category>

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		<description><![CDATA[Cari genitori
noi come voi, siamo genitori di giovani uomini e donne che frequentano la scuola statale pubblica. Mamme e papà sinceramente, intimamente preoccupati per quanto sta accadendo alla nostra scuola da ormai troppo tempo.
La scuola che anche noi abbiamo frequentato anni fa, impoverita e trascurata ogni giorno di più, sta morendo.
Quella scuola che generazioni di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Cari genitori</strong><br />
noi come voi, siamo genitori di giovani uomini e donne che frequentano la scuola statale pubblica. Mamme e papà sinceramente, intimamente preoccupati per quanto sta accadendo alla nostra scuola da ormai troppo tempo.<br />
La scuola che anche noi abbiamo frequentato anni fa, impoverita e trascurata ogni giorno di più, sta morendo.<br />
Quella scuola che generazioni di genitori vedevano come unica possibilità di riscatto o più semplicemente come l’unico modo per assicurare ai propri figli una vita dignitosa, sta morendo.<span id="more-2177"></span><br />
Gente semplice o istruita, ricca o povera, a costo di sacrifici a volte immani faceva di tutto per mandare a scuola i propri figli, consapevole dell’importanza vitale di assicurare loro una buona istruzione. Quella scuola, aperta a tutti, gratuita, luogo primo di conoscenza e convivenza, fonte inestimabile di saperi e di memoria, di uguaglianza e di amicizia, sta morendo.<br />
Tutti ormai viviamo in un mondo che ha le dimensioni del Pianeta. Come potranno i nostri figli confrontarsi alla pari con studenti francesi o scandinavi, cinesi, spagnoli, inglesi o indiani se davvero domani usciranno da una scuola così malridotta?<br />
Noi, genitori di oggi, non vogliamo neppure pensare che si possa rimanere indifferenti.<br />
L’istruzione dei nostri figli e quindi il loro futuro è messo a repentaglio e con loro anche il nostro e quello del Paese in cui tutti viviamo: ci ritroveremo forse a regalare la paghetta a figli ormai quarantenni che si trascinano per casa senza meta?<br />
Piero Calamandrei, che contribuì alla scrittura della Costituzione, già nel 1950, in un famoso discorso tenuto a Roma metteva in guardia da chi sosteneva l’idea di finanziare col denaro di tutti, le scuole private a scapito di quelle statali.<br />
In effetti, la “riforma” attuale non prevede alcun investimento, solo risparmi e colpi d’accetta, mentre triplicano i finanziamenti – da 544 milioni a 1 miliardo e 600 milioni di euro – alle scuole private. Verranno a mancare 87.341 dei nostri insegnanti e 44.500 dei nostri bidelli, delle nostre segretarie e dei nostri assistenti di laboratorio.<br />
Verranno chiuse tante piccole scuole, ridotti i piani di studio, ridotte le discipline, le ore di laboratorio, le uscite didattiche e drasticamente ridimensionati gli aiuti ai ragazzi diversamente abili.<br />
I nostri figli, nell’arco dei tredici anni che trascorreranno a scuola, dalle elementari alle superiori, perderanno 1900 ore di insegnamento, fatti i conti sono due anni di scuola in meno.<br />
E tutto questo si consumerà in classi che potranno arrivare a contare fino a 33 studenti, stipati in aule che per ragioni di sicurezza non potrebbero accoglierne più di 25.<br />
Alla fine del 2011, quando andranno a regime tagli per quasi 8 miliardi di euro cosa resterà della nostra scuola pubblica se già oggi mancano i soldi per i supplenti, la carta igienica e le pulizie?<br />
Presagi preoccupanti nell’aria.<br />
Le cose che vediamo avanzare a grandi passi, ci spingono a pensare che indebolire, impoverire e di conseguenza screditare la scuola pubblica come sta succedendo oggi, alluda ormai in modo inequivocabile ad un futuro il cui esito pare scontato: due sistemi scolastici, uno privato, costoso, per i pochi che potranno permetterselo sfornerà la nuova classe dirigente e uno per molti, pubblico, di serie B che sfornerà insicurezza e solitudine.<br />
E così anche quel poco di mobilità sociale, di cui tutti parlano, verrà meno e i figli dei dottori diventeranno dottori e quelli degli operai resteranno operai. Come novanta anni fa.<br />
Questo è per noi un orizzonte inaccettabile.<br />
E chiediamo a voi, è accettabile questa prospettiva?<br />
E se non lo è cosa possiamo fare?<br />
Cari genitori, cosa possiamo fare?</p>
<p>Bologna 3 maggio 2010<br />
<strong>Silvia Pagnotta</strong>, mamma di Nina II elementare<br />
<strong>Tina Giudice</strong>, mamma diSabrina III elementare<br />
<strong>Elena Ceccarelli</strong>, mamma di Caterina III elementare</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Le maestre di Segrate scrivono ai loro alunni Rom</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Mar 2010 12:41:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Scuola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri e parole]]></category>
		<category><![CDATA[2009-2010]]></category>
		<category><![CDATA[riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Riceviamo e volentieri pubblichiamo

In questo tempo nel quale prevalgono respingimenti, sgomberi, esclusione sociale è con immensa gioia che pubblichiamo di seguito la lettera che alcune maestre di Segrate hanno scritto ai loro alunni Rom che sono stati fatti sgomberare dal loro campo. Anche noi, come le maestre, siamo convinti che questi bambini non potranno leggere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Riceviamo e volentieri pubblichiamo</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">In questo tempo nel quale prevalgono respingimenti, sgomberi, esclusione sociale è con immensa gioia che pubblichiamo di seguito la lettera che alcune maestre di Segrate hanno scritto ai loro alunni Rom che sono stati fatti sgomberare dal loro campo. Anche noi, come le maestre, siamo convinti che questi bambini non potranno leggere la lettera delle maestre nè dal giornale che i loro genitori non comperano, nè dal nostro sito internet perchè per accedervi ci vuole l&#8217;attacco alla corrente elettrica e un pc che certamente non hanno. Eppure siamo convinti che le parole di autentica accoglienza espresse dalle loro maestre arriveranno a questi bambini e ridaranno loro senso di dignità e speranza. Per questo crediamo debbano essere diffuse.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ciao Marius, ciao Cristina, Ana, ciao a voi tutti bambini del campo di Segrate.</strong></p>
<p>Voi non leggerete il nostro saluto sul giornale, perché i vostri genitori non sanno leggere e il giornale non lo comperano. E’ proprio per questo che vi hanno iscritti a scuola e che hanno continuato a mandarvi nonostante la loro vita sia difficilissima, perché sognano di vedervi integrati in questa società, perché sognano un futuro in cui voi siate rispettati e possiate veder riconosciute le vostre capacità e la vostra dignità. Vi fanno studiare perché sognano che almeno voi possiate avere un lavoro, una casa e la fiducia degli altri.<span id="more-2044"></span></p>
<p>Sappiamo quanto siano stati difficili per voi questi mesi: il freddo, tantissimo, gli sgomberi continui che vi hanno costretti ogni volta a perdere tutto e a dormire all’aperto in attesa che i vostri papà ricostruissero una baracchina, sapendo che le ruspe di lì a poco l’avrebbero di nuovo distrutta insieme a tutto ciò che avete. Le vostre cartelle le abbiamo volute tenere a scuola perché sappiate che vi aspettiamo sempre, e anche perché non volevamo che le ruspe che tra pochi giorni raderanno al suolo le vostre casette facessero scempio del vostro lavoro, pieno di entusiasmo e di fatica. Saremo a scuola ad aspettarvi, verremo a prendervi se non potrete venire, non vi lasceremo soli, né voi né i vostri genitori che abbiamo imparato a stimare e ad apprezzare.</p>
<p>Grazie per essere nostri scolari, per averci insegnato quanta tenacia possa esserci nel voler studiare, grazie ai vostri genitori che vi hanno sempre messi al primo posto e che si sono fidati di noi. I vostri compagni ci chiederanno di voi, molti sapranno già perché ad accompagnarvi non sarà stata la vostra mamma ma la maestra.</p>
<p>Che spiegazioni potremo dare loro? E quali potremo dare a voi, che condividete con le vostre classi le regole, l’affetto, la giustizia, la solidarietà: come vi spiegheremo gli sgomberi? Non sappiamo cosa vi spiegheremo, ma di sicuro continueremo ad insegnarvi tante, tante cose, più cose che possiamo, perché domani voi siate in grado di difendervi dall’ingiustizia, perché i vostri figli siano trattati come bambini, non come bambini rom, colpevoli prima ancora di essere nati.</p>
<p>Vi insegneremo mille parole, centomila parole perché nessuno possa più cercare di annientare chi come voi non ha voce. Ora la vostra voce siamo noi, insieme a tantissimi altri maestri, professori, genitori dei vostri compagni, insieme ai volontari che sono con voi da anni e a tanti amici e abitanti della nostra zona.</p>
<p><strong>A presto bambini, a scuola.</strong></p>
<p><strong>Le vostre maestre: Irene Gasparini, Flaviana Robbiati, Stefania Faggi, Ornella Salina, Maria Sciorio, Monica Faccioli.</strong></p>
<p>(<a href="http://www.cgil.it/DettaglioDocumento.aspx?ID=13264" target="_blank">http://www.cgil.it/DettaglioDocumento.aspx?ID=13264</a>)</p>
]]></content:encoded>
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