Fioroni e la scuola del XXI secolo
di Marco De Angelis
Il Ministro Fioroni continua a farsi paladino del Parental Control su Internet, che devia i giovani ed è una delle cause per cui questi hanno scarsa attitudine con l’Italiano e la Matematica (sic!).
A me sembra piuttosto che il problema principale sia la scarsa attitudine alla Rete che il Ministro e la scuola italiana dimostrano di avere, sia per quanto riguarda la diffusione delle nuove tecnologie nella scuola (e questo è ben evidente a tutti), sia per quanto riguarda la comprensione e l’adozione dei modelli conoscitivi che la Rete e il XXI secolo si portano dietro (e questo è ben più grave).
Forse Fioroni non lo sa e di sicuro la scuola non se ne è accorta ma la conoscenza com’è nel XXI secolo non è la stessa cosa della conoscenza come era nel XX e nel XIX. Non solo la sua quantità complessiva è cresciuta esponenzialmente ma anche quel bagaglio di conoscenze indispensabili a svolgere una professione intellettuale come ad essere semplicemente dei cittadini consapevoli sono ormai già molte di più di quante una sola mente, per quanto allenata, possa contenerne e soprattutto si aggiornano in continuazione.
La nostra scuola può costringere ad imparare a memoria le poesie di Leopardi o le date del nostro Risorgimento, ma senza una conoscenza sostanziale della letteratura e della storia dell’occidente come dell’oriente non si è oggi cittadini consapevoli capaci di affrontare un mondo globale. Può continuare ad insegnare l’albero evolutivo della specie umana come venti anni fa ma, nel frattempo, quell’albero è cresciuto dalle quattro specie di una volta alle 12 attuali di cui 5 introdotte solo negli ultimi 5 anni.
Nel XXI secolo non si può conoscere tutto quello che si deve conoscere e questo sarebbe davvero un bel problema se non fossimo accompagnati da strumenti che, se opportunamente usati, ci permettono di accedere di situazione in situazione alle informazioni di cui abbiamo bisogno.
La chiave per la conoscenza nel XXI secolo non è il know-how, il bagaglio intellettuale che ci portiamo dietro, comunque insufficiente, ma l’information retrieval, ossia la capacità di saper individuare di volta in volta di cosa abbiamo bisogno e saperlo andare a cercare e ancora prima la voglia di farlo! E questo richiede menti allenate al ragionamento, alla multi-disciplinarità e ricche di stimoli intellettuali e non le menti da pappagallo che per lo più sforna la scuola italiana.
La Rete è tutto questo e i giovani italiani imparano ad usarla ed imparano a fare i conti con il futuro nonostante la scuola. Con buona pace di Fioroni è Wikipedia il miglior libro di testo che uno studente possa avere oggi a disposizione. Rispetto ai testi scolastici nostrani è molto più affidabile, è molto più aggiornato, è molto più completo e allo stesso tempo è assolutamente gratuito e è molto più libero visto che nessun indottrinamento rosso, bianco o nero e nessun revisionismo possono vincere difronte al confronto aperto delle idee e al riscontro scientifico dei fatti e delle fonti.
Che magari la maggior parte dei giovani italiani utilizzi più YouTube, Meetic o MySpace che Wikipedia, oltre a essere una cosa del tutto normale è anche e soprattutto frutto di docenti che Wikipedia neppure sanno cos’è e non ne comprendono le potenzialità e di una istituzione che non li supporta o incentiva a scoprirla. Fioroni, piuttosto che allontanare i giovani dalla Rete, porti la Rete in una scuola italiana che altrimenti rimarrà ancora a lungo quello che, con qualche felice eccezione, è ormai da oltre vent’anni, una costosissima perdita di tempo.
Post pubblicato su http://www.marcodeangelis.name/
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