dic 112009
 

“Nelle dichiarazioni enfatiche di oggi del Ministro Gelmini solo mezze verità e parecchie bugie. I 103 milioni di euro per assicurare la gratuità dei libri di testo nella scuola primaria ripristinano, dopo una dura opposizione del PD, ciò che dalla Gelmini era stato tagliato”.


Lo afferma Francesca Puglisi, responsabile Scuola per la Segreteria nazionale del Pd.
“I 130 milioni per le scuole paritarie e comunali vengono reintegrati grazie a tutta l’opposizione. Piuttosto la manovra riduce di ben 700 milioni l’istruzione scolastica; di questi, più di 200 milioni sono tagliati alla scuola media, che all’interno del sistema scolastico è il segmento che sconta le maggiori difficoltà nell’affrontare la missione educativa e d’istruzione, mentre altri 220 sono decurtati dalle risorse che lo Stato trasferisce alle istituzioni scolastiche per il loro ordinario funzionamento e per far fronte a spese obbligatorie, come le supplenze, e per dare qualità all’apprendimento”.
“L’esposizione finanziaria a cui sono costrette le scuole da questo Governo – prosegue l’esponente democratica – costringe i dirigenti scolastici a non chiamare i supplenti e al bivacco permanente gli studenti, con tutte le conseguenze sul piano dell’apprendimento e della lesione del diritto allo studio. Mancano persino beni d’igiene e di consumo. Ma soprattutto se non sarà fermata la seconda annualità del taglio del personale docente e ATA previsto dal piano programmatico (87.341 docenti e 44.500 ATA in tre anni- 25.000 insegnanti di scuola superiore e 13.000 maestri solo per il 2010-2011), a fronte di una popolazione scolastica in crescita costante, non sarà più possibile in alcun modo rispondere alla domanda di tempo scuola delle famiglie. Nella primaria è stato cancellato ogni modello educativo, il tempo pieno e il modulo, che aveva fatto  la qualità del nostro sistema scolastico”.
“I tagli della finanziaria – conclude la Puglisi – sono ancora più chiari per l’istruzione universitaria, che registra complessivamente una riduzione di ben 652 milioni, cioè più dell’8%. I 400 milioni destinati al Fondo di finanziamento ordinario dell’università, con le risorse tratte dallo scudo fiscale, non compensano il decremento di 679 milioni del fondo rispetto all’assestato 2009”.

Francesca Puglisi, 10-12-2009

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