mar 222009
 

Da Roma: ieri abbiamo, come gruppo Assemblea genitori e insegnanti delle scuole di Bologna e Provincia, consegnato al Ministero Istruzione Università e Ricerca gli scatoloni contenenti le 23.000 firme raccolte dai genitori della scuola primaria (in piccola parte anche della materna e secondaria) relative sia alla conferma che alle iscrizioni alla scuola pubblica di qualità, rifiutando quanto imposto dalla “riforma” che vorrebbe la scuola svuotata dalle compresenze e da tanto altro. Da una prima stima, le firme raccolte in tutta Italia sono circa 200.000.

Queste poche note ancipano quanto poi verrà inviato da parte di Roberta (Parma) che sta preparando il verbale (dell’incontro al MIUR e dell’assemblea che ne è seguita con le città presenti), e da parte di Elena, come comunicato ufficiale dell’Assemblea genitori e insegnanti delle scuole di Bologna e Provincia.

Oltre a Bologna, erano fisicamente presenti altre “delegazioni” di genitori e insegnanti di altre città: Roma, Milano, Torino, Napoli, Parma. Noi, oltre a consegnare i moduli da parte della regione Emilia Romagna, abbiamo consegnato anche quelli del Veneto, impossibilitati a partecipare.

Sono stati ricevuti da tre alti funzionari del Ministero (Cosentino, Capo e Chiappetta) un genitore e un insegnate per ogni città presente, per noi erano Marina D’Altri (genitore) e Mirco Pieralisi (insegnante).

Sono state raccolte dichiarazioni e intenzioni, se pur autorevoli, ma non ci sono documenti (tranne quelli che già conosciamo) a sostegno, che ovviamente analizzeremo nella loro concretezza effettiva.

Sono state espresse le ragioni per cui eravamo lì (scatoloni, qualità delle domande etc) e sono state richieste informazioni su come intendono predisporre la politica degli organici (naturalmente facendo riferimento anche alla nota del direttore dell’ufficio scolastico regionale per l’Emilia Romagna, Catalano)

La risposta ricevuta si può sintetizzare sostanzialmente in:

- gli organici saranno assegnati alle regioni (e da lì alle province) nel giro di una decina di giorni;

- il ministero sta predisponendo un “atto di indirizzo” per chiarire i criteri di assegnazione in relazione al modello base (27 ore) e al “tempo pieno” (40 ore);

- il modello base a 27 ore sarà organizzato sul modello di legge (maestro unico prevalente) ma nei casi, rari naturalmente, in cui ci fosse la dotazione organica sufficiente, sarebbe possibile organizzare la didattica con la divisione per aree disciplinari come ora (legge 275 sull’ autonomia delel scuole). Questa precisazione è stata sollecitata a titolo quasi accademico, sapendo che difficilmente si avrà l’organico a disposizione, per chiarire ancora di più quanto sia a pezzi, distrutta e perfino ancora polverizzabile dal punto di vista pedagogico la teoria del maestro unico. Forse a crederci è rimasta la ministra ma nessuno ha il coraggio di svegliarla…

- i funzionari dicono di essere abbastanza sicuri che OVE ESISTONO GIA’ le 30 ore, con un’adeguata politica di utilizzo delle risorse, potranno essere concesse ancora.

- il modello a 40 ore sarà concesso (nei limiti delle attuali dotazioni e percentuali) con il doppio organico di classe (ovvero 2 insegnanti per classe). Le ore di compresenza (come dovrebbe essere specificato nell’atto di indirizzo) sono a disposizione DELL’ISTITUTO che può naturalmente, su delibera del consiglio dei docenti, riassegnarle alle classi. Quindi, a questo punto, passerebbe tutto nelle mani nel dirigente e del cdd.

- la conferma degli organici viene fatta sulla base DELLE ATTUALI DOTAZIONI E DISTRIBUZIONI DI ORGANICO, quindi alle classi funzionanti a T.P. verranno assegnati 2 insegnanti, ma alle nuove richieste di classi  a tempo pieno NON VERRANNO assegnati gli insegnanti necessari. QUINDI LA DOMANDA DI TEMPO SCUOLA IN PIU’ CON QUELLE PERCENTUALI CHE CONOSCIAMO NON SARA’ SODDISFATTA (altro che ampliamento del tempo pieno tanto dichiarato dalla ministra!).

Altre questioni emerse: le classi saranno composte da un massimo di 26 alunni, per l’edilizia scolastica è stato stanziato 1 miliardo di euro per la sicurezza (sembra tanto, ma una goccia nel mare rispetto l’esigenza reale!), si sta tentando uno sforzo economico per limitare i tagli degli insegnanti precari, i pensionamenti saranno, in parte, reintegrati.

Mentre insegnanti e genitori venivano ricevuti dai funzionari ministeriali, noi fuori abbiamo steso sulle scale del ministero parte dello striscione realizzato a Bologna contro i tagli e in difesa della scuola pubblica, oltre ad altri manifesti di altre città, abbiamo urlato la nostra rabbia contro chi vuole distruggere la scuola. Anche a Roma c’erano bambini che hanno disegnato sullo striscione, contribuendo a renderlo più colorato e con altri messaggi per la ministra. Abbiamo posizionato gli scatoloni sulle scale e poi li abbiamo portati all’interno del ministero, in bella vista per quanti vorranno rendersi conto dell’effettiva richiesta delle famiglie.

La prossima settimana, probabilmente venerdì alle ore 13, una copia dei moduli sarà consegnata all’ufficio scolastico regionale a Bologna. Nei prossimi giorni la conferma di data e orario. Invito fin d’ora tutti a partecipare alla consegna, per dimostrare, ancora di volta, che non basterà una legge (non discussa in parlamento, redatta solo questione economiche, senza alcuna valenza pedagogica, …) a distruggere la scuola pubblica statale della Costituzione, ma che noi tutti, genitori, insegnanti, studenti, cittadini, la difenderemo e la miglioreremo.

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