apr 032009
 

Sto un po’ sbollendo dopo l’incontro-scontro di ieri sera. un rapido scambio di battute con la nostra dirigente che, fuori da quella meraviglia che è la cappella farnese, avevo sentito rilasciare a nostri rappresentanti in consiglio d’istituto (nostri è un termine improprio, in quanto da uno di essi è stato rilevato che rappresenta solo chi l’ha votato. io non lo votai, effettivamente) denigranti illazioni su insegnanti non presenti al momento della conversazione.

Si chiama parlare dietro le spalle. Non mi piacque. Non mi è piaciuto nemmeno che i rappresentanti suddetti abbiano tentato di tradurmi quanto avevo sentito con le mie stesse orecchie dire dalla dirigente.

Ascoltavo. No, vedi. Ha detto così perché in realtà intendeva.. lei voleva dire che… ascoltavo. Ma che bisogno c’era di traslare le parole ??
Io c’ero. Non si tratta d’impressioni. Di punti di vista. E’ un mio difetto enorme, questo. Le bugie non le so dire. Purtroppo (a volte mi sarebbe stato utile).

Non solo. Piuttosto che fidarmi di racconti riportati, di sentito dire, mi documento di persona. Mi sposto. Vado. Leggo. Sono una vera, classica, rompicoglioni.

Non ci provate a farmi dire quel che non è. In una sede come quella parlare ad alta voce, accompagnando le parole a smorfie di disgusto, riferite a svariati insegnanti delle Longhena, ma in particolare ad una, di cui ha fatto nome e  come per esteso e che conosco bene. che stimo con tutta me stessa. sentire dire che non è un’educatrice (rapporto scuola-famiglia?). E’ un’accusa grave.

Signora, vuole ispezionare i quaderni di mia figlia? Cosa c’entra! Io dico che così così. Poi a scuola non lo so. No,  guardi, lei ha appena detto che NON può essere un’educatrice. SI’, PERCHE’ se una così così allora non può essere un’educatrice per dei bambini.

Vorrei ascoltasse anche la nostra pediatra, che l’anno scorso, durante il controllone del “tagliando annuale”, dopo aver parlato a lungo con la bambina per verificarne lo sviluppo psichico-emozionale-relazionale e dopo averle fatto tante domande relative alla scuola, si è girata verso di me e ha detto che doveva davvero complimentarsi con le insegnanti di mia figlia, che stavano facendo crescere una persona di tutto rispetto. Non le conosce.
Di Longhena non approvava in genere le cose riportate. Ma si è ricreduta con l’esperienza diretta.

Parole più pacate, da parte del rappresentante in consiglio, sono riuscita a scambiarle dal momento in cui ha realizzato che non ero “quella dell’assemblea”. Si è scusato per il tono usato nei miei confronti in presenza della dirigente, dicendomi proprio che mi aveva scambiato per un’altra persona. Che evidentemente avrebbe invece meritato il trattamento riservatomi in precedenza.

Ero davvero scossa. Emotivamente provata. Ho capito bene cos’ha provato chi è stato presente da uditore all’ultimo consiglio d’istituto ed il giorno dopo era ancora così toccato da non riuscire a raccontare com’era andata. Non parlo di quella pericolosa estremista dell’angradi (quella dell’assemblea?). Ma di altre morigerate, politicamente corrette mamme.

Ora ho proprio sentito quella stessa stretta di stomaco. Quelle lacrime di rabbia che salgono e che necessiterebbero di concretizzarsi in azioni. ma non si può.

quelle stesse lacrime, forse, che la dirigente racconta abbiano versato certi insegnanti davanti all’ispettore. Lo racconta. Per dire che hanno calato le braghe? Perché lo racconta? Se anche fosse vero, un avvenimento
emozionalmente così provante, così intimo, così privato, che bisogno ci sarebbe di riportarlo a chi non sa?

Lei no. Invece. Aveva occhi asciutti e sorriso smagliante da sfoderare con chi di dovere.

un grande Grazie a Francesca Puglisi che, chiamata a intervenire subito prima della signora summa (la quale ha parlato del rapporto scuola famiglia!!) ha ben illustrato la situazione e chiesto al suo partito di prendere una posizione precisa. Lungo applauso alla fine del suo intervento.

E poi tutti fuori, per usare le stesse modalità adottate dalla dirigente in consiglio. Lei non ha ascoltato i genitori. I genitori non hanno ascoltato lei. Siamo rientrati tutti insieme dopo, per le conclusioni.

i rappresentanti in consiglio dicono che non andò così. che lei aveva annunciato che alle 19 se ne sarebbe andata. Anzi. Si è trattenuta fino alle 19.16. Questo è vero. Ed è quello che da tutti era stato riferito.
Sapendo che i genitori avevano chiesto d’intervenire, però, avrebbe benissimo potuto invertire l’ordine degli argomenti da affrontare e anticipare l’intervento.

Se poi uscire sbattendo la porta è più rispettoso di parole dette forte per farsi sentire da chi è venuto per confrontarsi giustappunto con colei che se ne va…

nota conclusiva. e perdonate la lunghezza estrema ed eccessiva. ma francesca, che mi ha calmato in diretta nell’arco della serata, sa quanto mi abbia provato l’esperienza in questione.

nota conclusiva, dicevo. E’ stato detto sempre dalla dirigente che hanno fatto mettere a verbale il falso: non è vero che ha abbandonato il consiglio d’istituto.

Ora, io vorrei capire, in che modo possono intervenire, in consiglio, i rappresentanti.

Non mi sono chiare alcune cose.

Come possono mettere a verbale cose che poi si dice non siano vere? Come possono approvare regolamenti che non seguono le indicazioni date dal quartiere stesso nonché dai legislatori?

Quando mi è stato riferito quali erano i criteri d’ammissione a scuola quest’anno, ho litigato con chi me l’ha detto, perché ero convinta avesse capito male. Non esagerare, le dicevo. Non ti agitare. Perché non può essere così. Sarebbe contro la legge. Non possono essere gli anticipatari ad avere la precedenza. E’ la stessa legge che lo impedisce. Invece sì. Possono. Perché il consiglio d’istituto ha votato che si può. E perché ha votato così? Perché gli hanno detto che.. Credevano… si sono fidati.. possibile?? se così fosse, sarebbe davvero grave. La votazione in consiglio di quei criteri è davvero aberrante.

Vorrei capire com’è andata. Non sono a conoscenza delle procedure che portano all’approvazione di questo atto.

Guerra dichiarata. Alla scuola. che deve diventare scuola come le altre. perché i bambini stranieri non le frequentano le longhena. dice lei. anche nell’intervento serale. strano. E perché i bambini stranieri, figli di immigrati magari  irregolari, non vanno a farsi fare un certificato a pagamento da uno specialista? Non fanno rilevare il grado  ‘inquinamento della zona in cui abitano? perché non sostengono la spesa del servizio di trasporto, che costa UGUALE PER TUTTI, qualunque sia il reddito di partenza.

Certo, le modalità per essere ammessi in questa scuola, non hanno mai aiutato a far sì che venissero inseriti i figli di famiglie più bisognose.
La stessa distanza, la necessità d’avere un’auto per necessità di recarsi a scuola, allontana già una fascia di persone notevole.

Ma i criteri utilizzati quest’anno hanno davvero del fantascientifico.
Specie se si parla di necessità d’inclusione. Ma forse, come tanti, non avendo figli da iscrivere in prima quest’anno, dovrei farmi un pacco di fatti miei (e vi assicuro che ne avrei da vendere io pure) vuotato il sacco, saluto chi ha resistito fin qua.

Cristiana

  10 Risposte a “Emozioni, parole …”

  1. Cara Cristiana,
    hai la mie piena solidarietà perchè sono una rompicoglioni anch’io.

    Ins. a tempo determinato Longhena
    Brunella De Raffele

  2. Leggendo le tue parole ho sentito esattamente cosa hai provato perchè è quello che ho provato in quel famoso consiglio di Istiuto quando la dirigente se ne andò mentre le stavamo rivolgendo una domanda. Uno schifo,non ho altre parole ….Sono ancora piu’ delusa ( per non dire di peggio) dai “nostri” rappresentanti in Consiglio di Isituto, non si capisce proprio a che gioco stiano giocando.

  3. ……risposta!
    (al commento di Cristiana)

    Non posso credere di dovermi difendere in questa maniera, su un blog………, ma i tuoi monosillabi mi costringono ad intervenire mio malgrado e ancora una volta nei tuoi confronti. L’ho fatto una prima volta, la sera del 2 u.s., in cui sembrava potessi svenire da un momento all’altro ( ! ) e lo rifaccio oggi, per necessità, per puntualizzare che quanto asserisci non mi appartiene.
    Devo a proposito tristemente constatare che non solo le tue emozioni, ma persino i tuoi pensieri si siano accavallati al punto da indurti a deduzioni fuori luogo. Ciò che hai ascoltato – e si parlava a voce alta – tu lo affermi – senza nulla nascondere, era una semplice esposizione dei fatti raccontati dalla fonte opposta a quella che invece ho sentito, unica fino a quel momento, da parte dei genitori ( di riporto ) e da qualche insegnante. Anch’io sono abituata a giudicare con la mia testa e, quindi, anch’io mi informo, correttamente e poi rielaboro. Oppure puoi farlo solo tu, che ti documenti, ” leggi “, ti ” sposti”?!
    Cosa c’è di diverso in quello che hai visto e sentito? Io, però, prima di arrivare alle mie conclusioni, mi sforzo di rimanere obbiettiva prima di giudicare, perchè il mio pensiero sia libero da condizionamenti e dopo, soltanto dopo, decido. Quel che riporti sembra un copia-incolla di quello che credi di aver visto e sentito. Io c’ero, come c’ero quella sera in Consiglio d’Istituto e la mia versione non è proprio uguale alla tua, perchè ero presente, lo ribadisco, e tu invece no. Le cose le ho viste e sentite. A te invece le hanno riportate. Forse con la stessa correttezza o lucidità ( non voglio giudicare, non è mia abitudine ) con la quale tu stai affermando per chi non c’era con noi quella sera, che la dirigente se la rideva mentre parlava di supplenti in lacrime. Ebbene io non ho avuto la stessa impressione, il suo “sorriso ……” era stato rivolto, in un flash precedente, a proposito di altro. Nell’occasione che citi, al contrario, era seriamente rammaricata per gli insegnanti. Io questo lo ricordo bene. Degli altri insegnanti di cui parli, ti correggo, di una sola insegnante, raccontava di un alterco avvenuto tra loro. Esponeva dei fatti accaduti, spiegando la sua versione di tutta la faccenda di cui io le avevo chiesto di parlare, per capire. Mi è forse vietato?
    E poi, vai pure avanti con gli elogi alla candidata, facciamola pure questa propaganda, come se non ne avessimo avuto abbastanza da quella parte dell’opinione pubblica che ci ha accusato in più di una circostanza di strumentalizzazione politica. Non vorrei aggiungere altro, ma mi sembrava che la sua fetta di popolarità la candidata l’avesse già ottenuta nei fatti citati nei giorni scorsi su qualche quotidiano della città.
    Continuiamo ad attaccarci e ad accusarci vicendevolmente, mentre la guerra sarebbe da combattere su un altro fronte, come ho già detto in un’altra circostanza, a parecchi chilometri di distanza da Bologna…..alla fonte dei nostri guai!!!!!!!

  4. Risposta a isabella:
    Ci mancava la difesa accorata alla dirigente, che ricordo avere velleità politiche che tu dimentichi di citare.
    Se non sei al corrente che la dirigente corre per un assessorato, dio non voglia alla cultura, è opportuno che tu rilegga i giornali degli ultimi giorni…
    Punto di vista curioso il tuo.
    Preferisco difendere i maestri e bambini e una scuola che ha perso la serenità da quando è arrivata quella dirigente di cui narri sorrisi ingenui ed incompresi.

  5. ringrazio annamaria d’aver addolcito il titolo che avevo attribuito al mio resoconto, intitolato in origine “AMO LA SCUOLA. Resoconto d’una mamma faziosa”; modificandolo, ha perso però forse un po’ della verità vera tutta che conteneva.

    A Isabella, che ringrazio invece di non giudicare (e meno male! anche l’artificio del mio svenimento è ben riuscito! sei andata via per un forte mal di testa prima che altro avvenisse, ma non voglio qui difendere la giustezza di quanto ho raccontato: chi vuole ascolti, chi non vuole lasci stare), alcune parole per chiarire, se ce ne fosse bisogno, perché eravamo nello stesso posto, alla stessa ora e abbiamo assistito alla stessa scena. Ma pare un altro film. E nessuna delle due è bugiarda.

    Ti ho parlato vis à vis, non ti ho preso in giro. Ti ho ascoltata. Non mi sono trovata d’accordo con quanto mi riferivi (non avevo bisogno di sentirmi raccontare quel che avevo sentito da me). Ma ognuno ha il suo punto di vista. Se permetti difendo il mio.

    Su una cosa però dissento profondamente.

    Ritengo che i rappresentanti dei genitori in consiglio debbano rappresentare TUTTI i genitori nonché TUTTI i punti di vista, specie quelli espressi dalla maggioranza. Non si può essere faziosi in quella sede.
    Non si tratta di tifoserie.
    Hai sensibilità differente da quella di molti, presenti tanto quanto te nelle occasioni di cui dici e che hanno sentito e riportato in maniera diversa i fatti.

    Ma questo ci sta.

    La varietà arricchisce.

    Bisogna, però, quando si è in veste di rappresentanti in una sede così importante (perché il consiglio avrebbe avuto facoltà di NON votare i criteri d’ammissione di quest’anno, così come avrebbe potuto prendere le distanze da certe gravi decisioni prese dalla dirigenza, quale la chiamata dell’ispezione) riportare il pensiero di TUTTI, non solo quello personale o di chi sappiamo per certo averci dato il voto.
    Ho stima di te e mi sono confrontata col tuo pensiero in maniera sincera. Non faccio campagna elettorale per nessuno (tanto meno per candidata pd, lo sa lei, con cui mi sono confrontata in maniera diretta e che conosce bene i miei dubbi in proposito).

    Buona domenica lo stesso. Pronta a confrontarmi sempre e comunque. Purché si ascolti quanto ho da dire. Senza farmi passare per strumentalizzata o falsa. Troppo incapace di non difendere il mio pensiero al punto da diventare insopportabilmente rompicoglioni. Questa sono io.

  6. Gentile Isabella Formica, noto con piacere che finalmente un nostro rappresentante al Consiglio d’Istituto interviene sul blog………..(il significato dei puntini?), sia pure per chiarire la sua versione di alcuni incontri e conversazioni, sui quali non intendo intervenire (non ero presente).
    Colgo però l’occasione per porre a lei e, se mai avessero voglia e tempo di collegarsi al blog………, agli altri rappresentanti del Consiglio, alcune domande e osservazioni.
    Lasciamo perdere per un momento Roma e le decisioni del ministero verso le quali lei invita a rivolgere attenzione e contestazioni, per far fronte unico contro il “nemico comune”, invece di farci la guerra tra noi.
    Mi pare incredibile o quantomeno paradossale non rendersi conto e non prendere atto dello stato drammatico delle relazioni interne alla scuola fra corpo insegnante, genitori e attuale Dirigente.
    Fra le tante cose, è vero o non e vero che l’attuale Dirigente ha spedito un ordine di servizio che imponeva ai docenti l’applicazione della votazione numerica e decimale (imposta da Roma, direi), senza alcuna considerazione delle decisioni (di natura didattica) prese in merito e votate dal Collegio Docenti?
    E’ vero o non è vero che ha espresso pubblicamente pareri e giudizi (riportati dai giornali, e mi risulta, per ora, mai smentiti) offensivi e, quelli sì, denigratori nei confronti degli insegnanti, dei genitori e della scuola?
    E’ vero o non è vero che di fronte alla diffusa preoccupazione fra i genitori, causata non dalla valutazione, ma dall’ispezione sollecitata pubblicamente nientemeno che dal Ministro in persona (sta a Roma?), l’attuale Dirigente non ha fornito alcuna rassicurazione alle famiglie?
    E’ vero o non è vero che la Dirigente ha fatto approvare al Consiglio d’Istituto (col vostro consenso?) criteri di ammissione alle classi prime discutibili e inapplicabili (ad esempio, la documentazione che Arpa non ha titolo a rilasciare) e che denotano, come minimo, approssimazione e incompetenza in questo campo? Criteri che, come la riserva-precedenza agli anticipatari, si presteranno probabilmente a innumerevoli ricorsi? Riguardo ai certificati invito tutti a leggere la lettera di Franca Carta nella sezione “scrivici” del blog……….(quello dell’allergologo non vale, e perché?).
    In questa situazione, sarebbe troppo chiedere ai rappresentanti di comunicare agli altri genitori, in modo chiaro, eloquente e anche tempestivo e puntuale, se possibile, quanto è stato deciso e soprattutto andrà in futuro dibattuto in Consiglio? E’ troppo chiedervi, in quanto nostri rappresentanti, di ascoltare e di riportare in Consiglio quanto, nelle sedi più diverse (anche un blog…….), un numero così consistente di genitori della scuola ritiene giusto e doveroso contestare e proporre?
    E’ giusto fare di tutto per non avvelenare ulteriormente i rapporti, ma non serve a niente nascondere la testa nella sabbia.

    Cordialmente,
    Giovanni Cristani
    Genitore II A

    P.S. Ma della ragione della revoca dei tre giorni di sospensione decisi dal Consiglio d’Istituto, voi rappresentanti non sapete niente? Non sarebbe stata tenuta la Dirigente a dare una comunicazione scritta? Dovevamo forse andare, noi tutti genitori, a leggere i verbali? Questione minore, certo, ma già indicativa di un certo tipo di atteggiamento.

  7. Per chi mi conosce bene sa che io mi batto per difendere la scuola pubblica da tanti anni, che non ho mai agito per arrivare a conquistare posti al sole. Ho sempre portato avanti i contenuti nei quali credo, attraversando tutti i governi senza guardarne il colore, non ho bisogno della “della visibilità del 10″ per farmi pubblicità. Ho dato 10 in tutte le materie a tutti i bambini della mia classe per non penalizzarli classificandoli con un voto numerico. Non è stata una scelta politica, neanche ci pensavo, è stata una scelta da insegnante responsabile e devo dire che non mi sono mai sentita così bene in tutta la mia carriera di maestra.
    Marzia

  8. (per Marzia)

    “…….un Grande GRAZIE a Francesca…….”: sono le parole scritte da Cristiana a cui intendevo ricollegarmi a proposito di Candidate, omettendo volutamente nome e cognome. Ho
    creduto erroneamente che non ce ne fosse bisogno. Tutto quanto da me scritto, si riferiva alle sue argomentazioni. A Cristiana. Magari un domani potrò chiarire anche con lei, che anch’io stimo, pur conoscendola poco. Ho apprezzato molto quando anche lei sostenne, come me (in seguito ad una mia comunicazione sul sito della scuola) la necessità di non esagerare nei toni e nei modi, etc..etc..). Ma tornando al discorso iniziale, devo intervenire dicendo che quanto da me scritto era indubbiamente rivolto ad un genitore. Un genitore-candidato che in questa sua doppia veste si espone e ci espone al rischio di doverci poi difendere dalle accuse di strumentalizzazione politica. Ribadivo la necessità di un sostegno dei genitori verso gli insegnanti, che fosse libero da attacchi di ogni tipo, tra cui quello di cui dicevo, che metterebbe in serio dubbio la nostra sincerità a discapito dei maestri. Perchè, detto francamente, se l’accusa venisse rivolta a me, come genitore e basta, poco mi importerebbe. Il nostro appoggio deve essere inteso come un sentimento pulito, che non lasci spazio a fraintendimenti o a sospetti di alcun genere. Deve essere motivato da un reale convincimento sulle qualità professionali, sulle doti umane dei nostri insegnanti ( e tu Marzia, SEI una di questi) e affinchè il VOTO IN PAGELLA appaia per quel che è, ossia come VOTO DIDATTICO puro e semplice e non quello che gli altri vogliono o dicono che sia: “politico” o “sessantottino”.
    Non avevo bisogno di citare la candidatura della dirigente, ne approfitto per rispondere alla Sig.ra Barbara Cevenini, perché per me non cambia nulla. Lei non è un genitore. Volevo guardare la cosa, invitando anche voi a farlo, puntando l’attenzione solamente sui genitori di Longhena, nel momento in cui esprimono le proprie opinioni e le loro sincere convinzioni, avvisando del rischio di indebolire il nostro appoggio, agli occhi di chi ci legge ( senza conoscerci) e soprattutto di chi deve giudicare gli insegnanti.
    Mi dispiace, Marzia, che dal mio precedente discorso tu abbia mai potuto, anche solo per un istante, pensare che mi riferissi a te. Spero, almeno, che conoscendomi e riflettendo su tutte le questioni e le vicende discusse e vissute da entrambe, sempre nella stessa direzione, facciano sì che non ci sia bisogno di aggiungere altro.
    Isabella
    ( la tua ex rappresentante di classe )

  9. Gent.mo Giovanni Cristani, mi piacerebbe riuscire a rispondere alle sue domande, ma sono talmente tante e tutte meritevoli di lunghe e dettagliate risposte, che devo scusarmi per non poterlo fare. Almeno adesso ed in questo modo. Non è per nascondere la testa sotto la sabbia, nè per scarsa volontà, ma per motivi di tempo. Ho tantissime cose da fare prima di prendere un treno a lunga percorrenza. Non lo dico per raccontarle i fatti miei, ma per motivare quanto il mio impegno sia improrogabile e per anticiparle ( in realtà l’ho già comunicato al Comitato) che il 15/04 non sarò presente all’Assemblea. Torno il 16 ma, come ho già detto ad Anna Maria, non mi dispiacerà incontrarvi in un’altra data, per risponderle/vi su quanto vorrete sottopormi. Ovviamente per quanto mi sarà possibile.
    Ne approfitto per augurare a tutti buona Pasqua.
    Isabella Formica

    P.s.: dimenticavo. So tutto sui 5 ( non soltanto 3) giorni di sospensione delle attività scolastiche. Proprio il 15 di aprile era uno di quei giorni, insieme al primo di giugno. Me ne sono occupata personalmente.
    Avrò il piacere di spiegarle tutto appena posso, se non proprio in un’assemblea, magari al mio ritorno. Su questo sito. Intanto Anna Maria potrebbe anticiparle qualcosa, dato che il mio ultimo intervento è avvenuto proprio durante il Consiglio in cui erano presenti i genitori di Longhena. Ma dato che la storia è ben più lunga, credo sia meglio cominciare daccapo.

  10. un motivo su tutti per cui non faccio campagna elettorale per francesca: è candidata nello stesso partito in cui è candidata la nostra dirigente.
    strana la strumentalizzazione cui ci espone, in quanto genitore: dovrebbero sostenersi vicendevolmente, se fosse questione elettorale, io credo.
    Però basta, ora. Siamo insieme. Vogliamo la stessa cosa. C’è molta tensione, molta animosità. E ci sta tutto. Dobbiamo, insieme, cercare di riportare il clima che a scuola c’era prima della dirigenza attuale. Sennò vincono loro. Ingiustamente.
    Basta “io ho detto tu hai detto”. Partiamo dal presupposto che vogliamo vincerla questa ingiusta battaglia. E le differenze, le divergenze, si appianano,

    cristiana

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