mag 062009
 

Rassegna stampa: Repubblica Bologna (06 maggio 2009)

Duro giudizio sul comportamento dei docenti che hanno applicato il “10 in pagella” anti-Gelmini
Il governo boccia le Longhena
“comportamento scorretto e sleale”

«Carenze», «incoerenze», «inadeguatezze», «comportamenti professionali non sempre riconducibili ai doveri di correttezza e lealtà istituzionali nonché di riservatezza». Il governo boccia gli insegnanti delle Longhena. Dalle ispezioni attivate alle scuole elementari, dopo la clamorosa protesta anti-Gelmini con il 10 in pagella dato ai bambini, emerge un giudizio netto sul comportamento dei docenti. Il sottosegretario di Stato all´istruzione, Giuseppe Pizza, ne traccia un quadro nella risposta scritta e depositata giovedì scorso in commissione cultura della Camera a seguito dell´interrogazione parlamentare firmata dalle deputate del Pd, Sandra Zampa e Manuela Ghizzoni.
Il sottosegretario spiega le modalità e gli esiti degli accertamenti dell´ispettore Luciano Lelli su 362 pagelle, disposti su richiesta del dirigente dell´ufficio scolastico provinciale di Bologna, Vincenzo Aiello. Il dirigente dell´Usp si è mosso la mattina del 12 febbraio 2009, quando, ricorda Pizza, «il responsabile dell´ufficio scolastico regionale (Luigi Catalano) ha appreso dalla stampa che era stato attribuito “dieci” a tutti gli alunni». Per Pizza l´accertamento ispettivo è stato «puntuale e approfondito». L´ispettore Lelli ha «ascoltato tutti gli insegnanti ed è così emerso che in realtà non si è trattato di un dieci generalizzato ovunque». In ogni caso, il sottosegretario non assolve gli insegnanti. Anzi. In ogni modo le pagelle incriminate non saranno annullate, diverso, invece, il discorso per i 27 maestri, responsabili del 10. L´Usp ha attivato «le procedure per l´irrogazione di sanzioni disciplinari attraverso contestazioni di addebiti agli insegnanti individuati». Da tempo lontana da Bologna, sul caso Longhena prende posizione anche Giuliana Balboni: per 11 anni preside e tuttora dirigente titolare delle scuola elementare, che in una lunga lettera difende gli insegnanti «che lavorano con tanta attenzione ai risultati dell´apprendimento. Credo – scrive – che non possa essere mossa un´accusa più denigratoria» di quella che bolla la scuola come «mancante di una guida». Perché così «si nega l´impegno che per tanti anni è stato dedicato da docenti, genitori e dirigenza al tentativo di trasformare un´isola felice in opportunità per tutti».

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