lug 082009
 
La Gelmini abbassa la cresta sulle maestre di Longhena
Il Comitato bolognese Scuola e Costituzione si è impegnato per evitare ogni sanzione a carico delle
maestre della scuola Longhena di Bologna, accusate di “lesa maestà” per aver messo in discussione
con il loro comportamento le nuove norme sulla valutazione, che si sono rivelate un “pasticcio”
legislativo, senza alcuna reale motivazione e valenza pedagogica e a questo fine ha promosso una
raccolta di firme on line che ha raggiunto quasi 3000 adesioni.
A seguito dei ricorsi promossi da associazioni, cittadini auto-organizzati e dalle Regioni, le recenti
sentenze del TAR Lazio poi della Corte Costituzionale hanno smascherato la palmare illegittimità e
non applicabilità di numerosi provvedimenti della Gelmini.
Purtroppo l’arroganza ideologica di questo governo ha coinvolto anche l’amministrazione scolastica
nel tentativo di “punire” chi osa dissentire, trasformando gli organi amministrativi in veri e propri
tribunali della coscienza, strutture inquisitorie che processano opinioni e non azioni.
L’esito dell’inchiesta a carico delle maestre della scuola Longhena si è sostanziato in provvedimenti
assai blandi, (semplici richiami di fronte alle minacce di punizioni esemplari avanzate dello stesso
ministro) il che dimostra chiaramente la pretestuosità degli addebiti.
L’amministrazione scolastica si sta rendendo conto che non si può governare la scuola contro
docenti, genitori e studenti, che hanno animato in questi mesi un ampio movimento di difesa della
funzione costituzionale del nostro sistema scolastico.
Continueremo a sostenere le maestre perché anche queste “pallide censure” siano cancellate da un
giudice terzo, e al contrario ci batteremo siano invece sanzionati giuridicamente le dichiarazioni e i
comportamenti improvvidi ed illegittimi degli esponenti dell’amministrazione che hanno originato e
poi gonfiato strumentalmente questa vicenda.
Fra questi si inseriscono le ultime dichiarazioni alla stampa del Dott. Ajello sull’emissione dei
provvedimenti a carico delle maestre, che violano in modo gravissimo le norme che impongono
all’amministrazione il riserbo (protocollo riservato) sui propri provvedimenti disciplinari a tutela
del diritto alla riservatezza del dipendente.
La segreteria del Comitato
Bologna 8/07/09
Scuola e Costituzione: comunicato stampa 8 luglio 2009
La Gelmini abbassa la cresta sulle maestre di Longhena
Il Comitato bolognese Scuola e Costituzione si è impegnato per evitare ogni sanzione a carico delle maestre della scuola Longhena di Bologna, accusate di “lesa maestà” per aver messo in discussione con il loro comportamento le nuove norme sulla valutazione, che si sono rivelate un “pasticcio” legislativo, senza alcuna reale motivazione e valenza pedagogica e a questo fine ha promosso una raccolta di firme on line che ha raggiunto quasi 3000 adesioni.
A seguito dei ricorsi promossi da associazioni, cittadini auto-organizzati e dalle Regioni, le recenti sentenze del TAR Lazio poi della Corte Costituzionale hanno smascherato la palmare illegittimità e non applicabilità di numerosi provvedimenti della Gelmini.
Purtroppo l’arroganza ideologica di questo governo ha coinvolto anche l’amministrazione scolastica nel tentativo di “punire” chi osa dissentire, trasformando gli organi amministrativi in veri e propri tribunali della coscienza, strutture inquisitorie che processano opinioni e non azioni.
L’esito dell’inchiesta a carico delle maestre della scuola Longhena si è sostanziato in provvedimenti assai blandi, (semplici richiami di fronte alle minacce di punizioni esemplari avanzate dello stesso ministro) il che dimostra chiaramente la pretestuosità degli addebiti.
L’amministrazione scolastica si sta rendendo conto che non si può governare la scuola contro docenti, genitori e studenti, che hanno animato in questi mesi un ampio movimento di difesa della funzione costituzionale del nostro sistema scolastico.
Continueremo a sostenere le maestre perché anche queste “pallide censure” siano cancellate da un giudice terzo, e al contrario ci batteremo siano invece sanzionati giuridicamente le dichiarazioni e i comportamenti improvvidi ed illegittimi degli esponenti dell’amministrazione che hanno originato e poi gonfiato strumentalmente questa vicenda.
Fra questi si inseriscono le ultime dichiarazioni alla stampa del Dott. Ajello sull’emissione dei provvedimenti a carico delle maestre, che violano in modo gravissimo le norme che impongono all’amministrazione il riserbo (protocollo riservato) sui propri provvedimenti disciplinari a tutela del diritto alla riservatezza del dipendente.
La segreteria del Comitato

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