feb 142009
 

Alla cortese attenzione di

Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca – Maria Stella Gelmini
Dirigente Ivana Summa – Dirigente Scolastica IC 8
Direttore dell’Ufficio Scolastico Provinciale di Bologna – Dott. Vincenzo Aiello
Direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale Emilia-Romagna – Dott. Luigi Catalano

Siamo sconcertati per quanto sta accadendo alla scuola primaria Mario Longhena; non condividiamo le motivazioni del Ministro e della Dirigente Scolastica che intendono prendere provvedimenti disciplinari di tipo sospensivo e visite ispettive nei confronti degli insegnanti.

Come genitori esprimiamo tutta la nostra solidarietà agli insegnanti che hanno fatto questa scelta.

Il passaggio da un sistema di valutazione espresso in giudizi ad uno in voti richiede tempo e deve essere attentamente valutato per creare omogeneità di giudizio.
D’altro canto gli studi e gli aggiornamenti degli insegnanti sono sempre stati effettuati sulla base di valutazioni e non di classificazioni in voti.

E’ per questo motivo che il collegio dei docenti della scuola aveva deciso all’unanimità di valutare ancora una volta gli alunni con il vecchio sistema, ma in seguito all’ordine di servizio emesso dalla dirigente scolastica che obbligava ad applicare la valutazione in voti, questo non è stato possibile.
Riteniamo come genitori che il “10” in pagella non rappresenti una protesta “politica” ma una scelta consapevole degli insegnanti intesa a non penalizzare in alcun modo i bambini, in questa fase di transizione.

Come genitori siamo stati puntualmente informati delle motivazioni alla base di questa decisione e tramite colloqui individuali abbiamo potuto conoscere l’andamento scolastico dei nostri figli.

Vogliamo sottolineare che non esiste una divergenza di opinione tra insegnanti e genitori sulla questione voti, così come i bambini conoscono perfettamente il valore di quei 10.

La scuola primaria Longhena è per noi genitori di bambini che la frequentano un esempio di eccellenza che va difeso e sostenuto perché consente agli alunni di crescere in un ambiente sereno e non competitivo, condizioni fondamentali per un proficuo apprendimento scolastico.

Un gruppo di genitori di Longhena

  5 Risposte a “Lettera di solidarietà agli insegnanti”

  1. Sono un’insegnante ma non riesco a capire tutto il caos creato a proposito dei voti. Pur comprendendo la perplessità di molti per il brusco passaggio da” ottimo” a “10” non credo sinceramente che sia un grande problema. Io ho una seconda e ho trovato i bambini molto contenti del “numero”, che comunque già usavano traducendo i vecchi giudizi in voti numerici, come sentivano spesso dai fratelli più grandi. Non si doveva fare una scala di merito anche con suff, buono, ecc…? Anzi, l’introduzione di un valore in più, il famigerato DISCRETO che tanti chiedevano nella valutazione precedente, aiuta ad essere più precisi, se possibile. Mettere voti, o giudizi, ai bambini non è mai semplice, ma loro stessi lo richiedono, un po’ per stimolo da parte dei genitori, un po’ per la naturale voglia di dare un valore alla propria prestazione.
    Prendiamocela per altre cose, ben più gravi, quale la sparizione delle compresenze!!!

  2. Ho letto tutti i commenti di insegnanti e genitori sulla scelta del 10 in pagella a tutti e vorrei spiegare meglio il mio pensiero. So bene quanto sia delicata la questione valutazione nei confronti dei bambini e non voglio banalizzarla ma mi sento di ricordare che da sempre noi insegnanti facciamo “scale” di merito, attribuendo un sufficiente o un ottimo nelle varie discipline.tenendo sempre conto dei livelli di partenza e andando a valutare i progressi, e non tanto i risultati. Per essere coerenti con i principi educativi, molto condivisibili, che ho letto nel blog, le maestre di Longhena avrebbero dovuto dare l’ottimo a tutti in tutte le discipline anche prima della Gelmini! Per concludere mi sentirei anche d’accordo nel togliere la valutazione, intesa come giudizio con scala di valori, nei primi anni della scuola primaria, mentre non mi sento di drammatizzare per un “metro ” che da insufficiente a ottimo è diventato da cinque a dieci

  3. Anche a mio avviso, come genitore, la questione prioritaria non è voto/giudizio, PERO’ questa è la prima applicazione della devastante “disforma”. Certo è che i cittadini tutti che dissentono da quanto deciso tramite la L. 133 e L. 139, che sono in piazza da settembre scorso, non contestano solo per i voti! Nel complesso vorrei che entrambe le leggi venissero abrogate e che le riforme sulla scuola passassero per un iter democratico, come discissioni parlamentari, con l’interpellanza di personalità che si occupano, professionalmente, della scuola. E che eventuali riforme tenessero conto delle opioni di pedagoghi e quant’altro. In questo momento degli scrutini, PERO’, applicare supinamente quanto deciso sopra le nostre teste, senza utilizzare strumenti critici, mi sarebbe apparso come accettare la disforma nel suo complesso. A conferma di quanto sopra, le contestazioni continuano e la campagna di iscrizioni per la buona scuola, con la distribuzione dei moduli integrativi per la richiesta delle compresenze, è partita, a Bologna e provincia, proprio ieri e continuerà fino al termine delle iscrizioni.

  4. Breve risposta a Merille

    La nostra battaglia/protesta, come insegnanti con ormai quasi trent’anni di servizio nel tempo pieno, non inizia certo con quella sui voti.
    E’ da settembre che cerchiamo di far sentire la nostra voce perchè i tagli di risorse e personale previsti dalla Riforma vengano fermati.
    Questo governo sta compiendo un’opera di disinvestimento sulla scuola Pubblica che non fa onore a nessun paese al mondo.
    Certamente lotteremo e lottiamo per le compresenze che qualificano il tempo scuola e fanno sì che ci siano aiuti necessari a tutti gli alunni.
    Guarda caso proprio ieri il Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione ha bocciato la Riforma Gelmini.
    Porre l’attenzione anche sul ritorno al voto decimale crediamo non sia affatto marginale.
    Sono 31 anni che nella scuola dell’obbligo sono scomparsi i voti in numeri, un pensiero pedagogico serio portò a tale scelta.
    Ora in una sola riga, l’articolo 3 della legge 169, si stabilisce che la valutazione sarà fatta in decimi.
    In questi anni c’è stata da parte della scuola dell’obbligo una richiesta in tal senso? Non mi pare che si fosse mai discusso in nessuna sede del bisogno al ritorno al voto, nessuno ne sentiva la necessità.
    La scuola dell’obbligo è la scuola che forma ed accompagna le persone nella prima fase della vita, che trasmette i primi apprendimenti, che fa nascere un pensiero articolato, che ci rende capaci di utilizzare gli strumenti di base per costruire la nostra cultura.
    Il ritorno del voto ci ha portato a riflettere sul significato profondo della valutazione in questa fascia d’eta, non ci è sembrato serio passare da un tipo di valutazione all’altra senza avere la necessaria preparazione, senza avere avuto il tempo di ragionare su cosa significhi assegnare un 6 invece di un 7. Non pensiamo che dare un numero sia innocuo, che non abbia ripercussioni sul visssuto, sull’emotività dei bambini, molto più di un giudizio, non ce la siamo sentita di dire a cuor leggero “tu vali 6″.
    Il nostro gesto è la richiesta di dare peso alla valutazione, di trattarla come una faccenda seria, nasce dal bisogno di formazione ,tempo e dialogo su questi temi .
    Cose che senza dubbio non abbiamo avuto.

    Cristiana Costantini (ins.Longhena)

  5. Solidarietà alla Longhena da parte delle colleghe della Scuola Primaria “Michelangelo Grigoletti” di Pordenone.

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