apr 022009
 

Rassegna stampa: Repubblica Bologna – 2 aprile 2009

Longhena, le maestre vanno dagli avvocati
Le Maestre delle Longhena, affiancate dagli avvocati, si preparano a dare battaglia per sconfessare il procedimento disciplinare che le ha colpite. E l´ispettore del ministero che ha steso la relazione sul caso, nel suo blog se la prende con Prodi e Fioroni
di Ilaria Venturi

Un pool di avvocati si prepara a dare battaglia sul caso Longhena. Per dimostrare la «correttezza e serietà professionale» dei maestri sotto «processo» per aver dato tutti dieci in pagella ai loro alunni. I legali parlano di inconsistenza giuridica del procedimento disciplinare e di «censura alla libera manifestazione del pensiero tutelata dalla Costituzione» quando a tre docenti viene contestato di aver espresso opinioni in pubblico e ai giornali. I genitori si schierano con i maestri e bocciano la gestione della preside Ivana Summa in una lettera inviata a Catalano e Aiello: «Ha creato un clima di incertezza e ansia». Mentre i sindacati, Cgil e Cobas, e l´Assemblea delle scuole alzano il tiro:

«Attacco politico, si vuole zittire il dissenso». E´ il giorno della reazione alle contestazioni di addebito mosse dall´Ufficio scolastico provinciale a 27 insegnanti delle Longhena. E della rabbia, soprattutto dei genitori. Ieri, alla sala Benjamin, affollata di mamme e papà, una maestra ha letto un comunicato a nome dei colleghi: «Riteniamo queste contestazioni offensive nel merito e nelle parole usate nei nostri confronti come professionisti accusati di essere insegnanti incapaci di valutare, quando è vero il contrario, perché è solo per senso di responsabilità che non abbiamo potuto assegnare numeri casuali e arbitrari penalizzando i soli alunni». Ogni parola è pesata.

Le insegnanti ricostruiscono la vicenda: il collegio in cui si approva la scelta di usare, per il solo primo quadrimestre, il sistema valutativo precedente la legge Gelmini che reintroduce i voti in decimi, in assenza dei criteri applicativi; l´ordine di servizio della preside a poche ore dagli scrutini che obbliga all´uso dei numeri; la scelta di farlo con un voto uguale per tutti affiancato da giudizi, attribuiti al progresso dell´alunno e rispetto alla classe (strada seguita anche in altre scuole); i colloqui con i genitori che hanno appoggiato la scelta. «Siamo sorpresi per il clamore mediatico», dicono gli insegnanti. E infine: «Mai denigrato l´amministrazione o i dirigenti». Al tavolo c´è anche Francesca Gattullo, che, alle Fortuzzi, ha dato tutti otto ai suoi alunni. Legge un intervento del padre Mario, docimologo, a difesa del voto unico. Gli avvocati Andrea Ronchi, Nazzarena Zorzella, Mario Marcuz, Giorgio Sacco, Giangiacomo Allodi si preparano alle controdeduzioni. E ai ricorsi nel caso di sanzioni. Ai docenti è stata contestata la violazione «del dovere professionale di valutare con scienza e coscienza gli apprendimenti disciplinari degli alunni». «Gli alunni sono stati correttamente valutati», replicano i legali. E contro l´accusa di aver mancato all´obbligo di «diligenza, lealtà e imparzialità» nei confronti della dirigenza e dell´amministrazione scolastica, l´avvocato Zorzella ricorda: «La lealtà non è adesione a un pensiero, ma rispetto del proprio mandato lavorativo».

Poi parte l´attacco dei sindacati. «E´ evidente l´intento punitivo su Bologna, che rappresenta una voce forte del movimento anti – Gelmini», dice Sandra Soster (Flc-Cgil) difendendo la professionalità dei maestri. «Si vuole punire una scuola per educarne cento. Qui è in gioco la libertà di insegnamento e di pensiero». L´assemblea delle scuole, ricordando che la Gelmini ha reclamato sanzioni prima ancora che partisse l´ispezione, rincara la dose: «Grave il comportamento dell´ispettore Lelli e del direttore Aiello, che, per assecondare il desiderio della ministra e consapevoli di non avere argomentazioni, hanno messo nero su bianco accuse che hanno dell´incredibile». Infine i genitori. Infuriati contro la preside. «Dissentiamo dalla sua gestione, ogni nostra richiesta di incontro viene respinta, ci diffama la scuola parlando di noi come irresponsabili che affidano i propri figli ad insegnanti non qualificati». «Basta – sbotta un papà – sta rovinando la scuola in cui crediamo. Noi non ci stiamo».

http://bologna.repubblica.it/dettaglio/longhena-le-maestre-vanno-dagli-avvocati/1612545

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