apr 302009
 

Rassegna stampa: Repubblica Bologna (30 aprile 2009)

Longhena, minacce via posta

Una maestra in particolare viene presa di mira: si tratta di Marzia Mascagni. Indirizzata a lei l’ultima lettera arrivata, quella di lunedì. “Ma io non sono una capopopolo”

di Ilaria Venturi

Lettere anonime di insulti agli insegnanti delle Longhena e minacce a una maestra, Marzia Mascagni: “A tempo debito la pagherà caramente”. Sul caso del “dieci in pagella” qualcuno ha preso pesantemente di mira gli insegnanti delle elementari di via Casaglia. Loro hanno denunciato tutto alla polizia, che sta indagando. Ma dopo l’ennesima lettera intimidatoria, la sesta in tre mesi, arrivata lunedì, hanno anche deciso di rendere pubblico quanto sta avvenendo.

“Così si capisce il clima che si è creato, e non per colpa nostra, intorno alla vicenda Longhena”. Il primo anonimo risale a febbraio, quando scoppia il caso sui giornali: la Gelmini reintroduce i voti in decimi e 27 insegnanti decidono di dare tutti 10 nel primo quadrimestre come “scelta educativa” suscitando reazioni durissime da parte del centro destra, ma anche solidarietà, e un’ispezione conclusasi con l’avvio di un procedimento disciplinare. “Era una lettera di insulti, non ho dato peso alla cosa, l’ho cestinata”, racconta Marzia Mascagni. 

Il 16 aprile arrivano altre quattro lettere a scuola, indirizzate alla preside, alla “segretaria di direzione”, che non esiste, ai bidelli e a Marzia Mascagni e colleghe. Il testo è uguale, scritto a mano in stampatello maiuscolo e con errori grammaticali. Maestre “policizzate”, interessate “solo all’indrottinamento politico degli alunni”, inciampa l’anonimo. E giù insulti (“Siete la rovina dei nostri figli, figlie di., bastardi”) sino alla minaccia: “La Mascagni e colleghi si sono resi responsabili di un atto illegale e dannoso per gli alunni, la pagherà”. Al foglio è attaccata la fotocopia di una lettera, uscita sul Resto del Carlino, in cui un lettore di Gatteo reclama il licenziamento delle maestre. I docenti sporgono denuncia. 

Lunedì, un’altra lettera. Uguale, ma indirizzata solo alla Mascagni, da anni impegnata nel movimento delle scuole e in politica (prima in Rc, ora candidata con Monteventi). Una delle maestre per le quali l’ispettore ha chiesto il trasferimento, scatenando le ire dei genitori: “E’ il meglio che possiamo sperare per i nostri figli”, hanno scritto in sua difesa. Lei reagisce: “Sono indignata e offesa, mi si attribuisce un ruolo di capopopolo non vero. Sono un’insegnante, svolgo il mio lavoro ogni giorno con serietà, e mi sono trovata coinvolta in una kermesse di denigrazione da parte di personaggi pubblici e politici che non ho cercato, né provocato. A questo punto chiedo a chi devo rivolgermi se le minacce avranno un seguito. Chi ha attuato questa campagna denigratoria è responsabile di questa grave situazione di insicurezza in cui mi ritrovo”.

http://bologna.repubblica.it/dettaglio/longhena-minacce-via-posta/1625775

  3 Risposte a “Longhena, minacce via posta”

  1. Tutto il mio personale sostegno a Marzia, che l’ha vista in tanti anni impegnata, insieme alle sue colleghe e ai suoi colleghi, per una scuola pubblica statale di eccelsa qualità. Il mio grazie perchè insieme a tutte loro e a tutti loro i miei figli hanno l’onore, e l’onere, di frequentare una scuola che li renderà cittadini consapevoli. Augurandomi che tante e tante altre scuole in tutto il Paese possano essere così partecipative, impedendo la distruzione di quanto tanti insegnanti, in tutta Italia, difendono con le unghie e con i denti, con i genitori al loro fianco. Perchè la scuola è di tutti noi e rimanga tale. Di tutti coloro che la frequentano ora e di tutti coloro che la frequentaranno poi. Perchè è nostro, di tutti, dovere, difenderla dagli attacchi policiti e dai tagli finanziari (da qualunque parte provengano). Perchè il futuro di un paese civile è solo nella cultura, nella consapevolezza e nell’impegno che mettiamo nella crescita delle future generazioni. Grazie a Marzia, e a tutte le insegnanti e gli insegnanti che conosco, della scuola Longhena e di tutte le scuole, che hanno insegnato a me, genitore, come difendere i miei figli, il passato/presente/futuro di una cultura pedagogica di cui tanti hanno paura, temendo che se le bambine e i bambini di ora vengono educati alla consapevolezza, domani non saranno malleabili come si vorrebbe, ma consci dei propri diritti e doveri.

  2. Desidero esprimere a nome mio e di tutto il Partito Democratico di Bologna solidarietà a Marzia Mascagni e a tutte le maestre e i maestri delle Longhena, che sono stati oggetto in questi mesi di assurde e inaccettabili minacce. Il PD è impegnato al loro fianco qui a Bologna come in Parlamento per contrastare i provvedimenti del ministro Gelmini e per affermare il diritto di tutte le bambine e di tutti i bambini ad avere una scuola pubblica di qualità.

    Francesca Puglisi, responsabile Cultura e Infanzia del PD di Bologna

    http://www.pdbologna.org/Provincia-di-Bologna/News/Solidarieta-del-PD-di-Bologna-a-maestre-e-maestri-delle-Longhena.html
    Solidarietà del PD di Bologna a maestre e maestri delle Longhena.

  3. Le lettere anonime di insulti e minacce sono l’espressione del più puro spirito fascista e mafioso, non uso queste parole come iperboli ma come pura constatazione. Le lettere anonime sono mezzi usati da chi sa di non avere posizioni difendibili in un contesto di discussione civile e democratica. Non sono mancate le occasioni per esprimere opinioni sulle scelte degli insegnanti, chiunque ha potuto farlo a viso aperto, sia a livello personale che in assemblee pubbliche. Le minacce anonime sono i mezzi di chi paventa la capacità di mettere in atto i suoi propositi con la violenza e a dispetto della giustizia. Non credo che queste lettere vadano sottovalutate e spero che alla denuncia segua un serio impegno per rintracciarne la fonte
    Elena Gardella, genitore IV B

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