feb 172009
 

Rassegna stampa: Repubblica Bologna 17/02/2009

QUELLO che hanno fatto gli insegnanti delle Longhena è importante. Dicono: diamo dieci a tutti gli alunni e da qui partiamo per una discussione che ha valore pedagogico e che deve coinvolgere la città“.

Raccoglie il messaggio del maestri “ribelli” Il candidato sindaco Gianfranco Pasquino. Il politologo, che per mestiere sale in cattedra in università, attacca gli altri candidati. A partire da Giorgio Guazzaloca e Alfredo Cazzola che liquida così: «Hanno altre prospettive, non sono interessati a questo». Poi la frecciata a Flavio Delbono:”Da professore dovrebbe sapere quanto poco valore hanno i voti che noi stessi diamo agli esami universitari, quanto essi siano inadeguati. Il tema è importante, i maestri delle Longhena hanno richiamato l’attenzione sulle pratiche concrete all’interno della scuola e non su posizioni ideologiche. Ci siamo divisi sulla riforma Gelmini, ma non si è entrati nel merito, questa è una occasione per farlo: come riuscire a valutare l’impatto dell’insegnamento sul modo di apprendere dei bambini è un tema serio”.

Per Pasquino il voto numerico in decimi «ha un senso immmediato perché consente di valutare comparativamente». Ma rimane «uno strumento rigido e rozzo». «Ogni volta che un insegnante mette un numero non comunica abbastanza. Occorre capire da dove partono gli alunni: da zero posso arrivare a sei ed è un progresso differente, nel suo valore, da chi passa dal sette all’otto e mezzo. Questo per dire che occorre una valutazione con le parole, una comunicazione più approfondita con la famiglia. Ed è giusto che a Bologna il mondo della scuola, che è migliore rispetto ad altre realtà del Paese, e non solo, ne discuta». Pasquino concorda con la preside delle Longhena che giudica la città disattenta nei confronti della scuola. “E’ vero l’attenzione è venuta molto meno. Bisogna tornare a focalizzare il dibattito sulla scuola, che è anche strumento di integrazione, di politiche per il futuro della città”. Pasquino, suo malgrado, cita Romano Prodi: possiamo essere ricchi e stupidi per una generazione, ma non possiamo permettercelo in quella successsiva, perché oltre che stupidi non saremo più nemmeno più ricchi. «Un sindaco deve avere grande attenzione al sistema educativo, che è un sistema complesso, dalle elementari all’università, è un punto strategico, l’ attenzione alla formazione mi trova in accordo con Prodi. Solo un cittadino istruito può essere ricco, e non solo in senso economico». Ieri il consiglio di istituto delle Longhena ha appprovato all’unanimità un documento in cui si conferma «la fiiducia nella professionalità del corpo docente e nelle scelte valutative del primo quadrimestre». Ma la preside Ivana Summma, contraria al 10 politico, ha lasciato la riunione.

 Lascia un commento

(richiesto)

(richiesto)

Puoi usare questi tag e attributi HTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>