feb 122009
 

Rassegna web: Unimagazine.it

Scuola, dieci politico per protesta
12/02/2009

Un “dieci politico” di protesta contro la riforma Gelmini, in particolare contro la disposizione di sostituire, anche alle scuole elementari, i giudizi con voti numerici. È la singolare protesta messa in atto dagli insegnanti della scuola elementare “Longhena” di Bologna.

Un “dieci politico” di protesta contro la riforma Gelmini, in particolare contro la disposizione di sostituire, anche alle scuole elementari, i giudizi con voti numerici. È la singolare protesta messa in atto dagli insegnanti della scuola elementare “Longhena” di Bologna. Una sorpresa ha raggiunto, infatti, gli alunni della scuola elementare con la pagella della fine del primo quadrimestre: una sfilza di dieci, in tutte le materie. Gli insegnanti, infatti, hanno deciso di applicare così la nuova norma prevista nella riforma Gelmini.

Il collegio dei docenti della scuola aveva assunto una delibera, all’unanimità, in cui si diceva contraria all’introduzione dei voti, alle elementari, al posto dei giudizi. Anche perchè i maestri non lo avevano mai fatto, ed erano quindi in difficoltà nel decidere se un bambino di sei anni fosse da cinque piuttosto che da otto. La dirigente scolastica della scuola ha detto che capiva i motivi, ma che la legge andava applicata. Poi, nel giorno degli scrutini, è arrivato un ordine di servizio che obbligava ad esprimere i voti in decimi.

E così, pur di non disattendere la circolare e non incorrere in sanzioni disciplinari, gli insegnanti di 13 classi su 15 hanno deciso di dare un “dieci” politico a tutti, in tutte le materie. “Ogni bambino – ha spiegato Marzia Mascagni, maestra della Longhena – ha fatto dei progressi ed ha raggiunto degli obiettivi. Quindi abbiamo scelto di valutare questi progressi”. I maestri della scuola bolognese, che già in autunno avevano organizzato numerose iniziative di protesta contro le novità introdotte dal Governo in tema di scuola, hanno spiegato la singolare iniziativa ai genitori nell’assemblea di ieri.

“Tutti hanno capito – ha spiegato la Mascagni – perchè la nostra, più che una protesta, è voluta essere una dimostrazione di serietà. Come avevamo espresso nella delibera del collegio dei docenti, ci sembrava scorretto valutare in questo modo i bambini. Preferivamo fare un anno di sperimentazione e di studio, per poter fare delle tabelle che ci permettessero di dare dei voti in maniera consapevole”. Così tutti, dal più bravo al più svogliato, si sono ritrovati con solo dieci in pagella. Un’iniziativa destinata a far discutere ed a suscitare nuove polemiche sul tema della scuola. Ma che, almeno per questo quadrimestre, ha fatto contenti bambini e genitori.

Redazione

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