feb 192009
 

Bologna 19 febbraio 2009

Scrivo questa lettera per spiegare i motivi per i quali sono solidale con il corpo docente della scuola che mio figlio frequenta.

Li sostengo perché la riproduzione sociale delle differenze non è un concetto astratto ed un po’ obsoleto, ma trova piena applicazione nei diversi ambiti della vita, in primis la scuola.

Per questo modelli di valutazione non fondati su indicatori numerici consentono di superare quelle rendite di posizione che rendono possibile il processo di riproduzione. Essi riconoscono, infatti, la specificità biologica e cognitiva dei bambini che hanno, per fortuna, “tempi e modalità diverse”. Il segnarlo ancora una volta, dato il dibattito che si è aperto con la riforma Gelmini, a quanto pare non è pura ridondanza.

Credo altresì che le asserzioni “i nostri maestri sono i migliori del mondo” “scuola longhena – la scuola più bella del mondo”, non siano slogan o meglio brand privi di significato, ma il frutto di una condivisione partecipata da parte di  docenti, alunni e genitori.

“I nostri maestri sono i migliori del mondo” perché per loro “i nostri bambini sono i migliori del mondo”. In tal senso l’esperienza di Longhena crea identità, fornisce quel senso di appartenenza ad un luogo, ad un territorio, ad una comunità che, oggi più che mai, altri ambiti non riescono a fare.

Sarebbe una perdita di non poco conto se anch’essa smettesse di esserlo, con buona pace di chi in questi giorni ha voluto far sentire la sua autorevole voce per metterla in discussione.

Roberta Paltrinieri, genitore Seconda B

  2 Risposte a “Sono solidale con il corpo docente”

  1. Il pensiero è movimento e il movimento non si può arrestare. Fino a quando avrò fiato per respirare, lotterò per una scuola pubblica di qualità

  2. Il fatto che certi slogan abbiano significato, in un mondo pubblico comunicazionale che promuove cio’ che significato non ha, non è certo motivo di successo, oggi.
    Personalmente (lavoro a scuola anch’io) ho notato che l’autonomia scolastica promuove significati imperniati sull’ “eccellenza” : un concetto classista, buono per dirigenti che amano la carriera e che si traduce, alla fine, in insegnanti che portano avanti il gruppetto dei “buoni”, degli “svegli, obbedienti e studiosi”, lasciando perdere quelli che stanno indietro.
    Questo, secondo me, è il significato che nella mia personale esperienza ho incontrato nella pagella-schedina di Chiara (riportata qui).
    http://longhena.wordpress.com/10-in-pagella-opinioni/#comment-73
    Notate che il 9 in inglese è stato dato evidentemente per compensare lo schifo che, forse, è balenato loro mentre la compilavano, perchè dopo 2 anni di inglese, mia figlia manco risponde correttamente a “What’your name”.
    Ma le hanno dato un “segnale forte” :-D di “fermezza” Gelmini-mode.
    Detto tra noi, poi, Berlusconi è pazzo. E chi gli sta dietro è ancora piu’ pazzo di lui.
    Comunque, di voti, di educazione e di follie contemporanee ne ho parlato nel mio blog:
    http://www.cloroalclero.com/?p=547
    un abbraccio a tutti (e un grazie a chi privatamente mi ha risposto. Risponderò uno per uno)
    ciao

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