feb 232009
 

Che l’opinione pubblica si formi a partire da quanto si apprende dai media e non documentandosi direttamente è cosa nota. Ma la manipolazione di quest’opinione è vergognosa. Non ho ancora capito COSA abbia tanto scandalizzato la reggente Summa, né in cosa sia diversa la scelta operata alle Longhena rispetto ad altre scuole in Italia, nella stessa Emilia-Romagna, e nella nostra stessa città.

1. Il consiglio dei docenti aveva deliberato di assegnare nel primo quadrimestre giudizi e non voti numerici, in attesa del regolamento attuativo della legge Gelmini. Scelta legittima e operata in più scuole;
2. A scrutinio in corso, la dirigente reggente ha invece emanato un ordine di servizio, con cui s’intimava di assegnare i voti numerici in pagella. Il corpo docente, per non contravvenire a quanto ordinato e nel rispetto di famiglie e alunni, ha allora agito accordandosi sui voti da assegnare. Cos’ha fatto di
male?
3. In ogni pagella, allora, sia in quelle con tutti 10 che in quelle con tutti 7 che in quelle con voti differenziati, sono stati stilati giudizi alunno per alunno che ne hanno analiticamente spiegato grado d’apprendimento, socializzazione, autonomia… il tutto ribadito in assemblee e/o attraverso colloqui individuali. In tutte le classi. COSA c’è che non va? Dov’è l’ irregolarità?

In quanto al richiamo a sanzioni esemplari da parte del sig. Garagnani, prima di diffamare i docenti senza conoscerne grado di preparazione e qualità, prima di strumentalizzare i nostri bambini che sarebbero i primi a subire le conseguenze di eventuali punizioni (penso ad esempio a trasferimenti d’ufficio, che interromperebbero continuità didattica e rapporti affettivi) lo inviterei a documentarsi su quali e quanti altri istituti sarebbero allora da punire in quanto disubbidienti alle circolari che renderebbero possibile, a suo avviso, l’applicazione della legge pur senza regolamento attuativo.

In cosa si differenzia il 10 (o il 7 o l’8) dato alle Longhena dai 10 in tutte le materie dati in altre scuole della Romagna? Perché fa più clamore questo voto, delle pagelle non consegnate alle famiglie in certe scuole per protesta? Perché si è accettato in altre scuole che si apponesse il solo giudizio, cosa che anche alle Longhena era stato deliberata ma non concessa.
Perché, anche negli anni passati, giudizi uniformi dati agli alunni delle prime classi (tutti buono, tutti ottimo…) non hanno costituito problema alcuno?

Perché non si lascia fare il proprio mestiere a chi lo sa fare, con competenza, bravura e onestà?

I politici dovrebbero fare politica, dall’alto dei privilegi in denaro e potere che hanno tra le mani.

Dovrebbero smetterla di usare i nostri figli per propagande e slogan.

Una mano sul cuore. Senza urlare, al contrario, che chi ragiona, insegna, pensa, lo fa per secondi fini. Non i nostri maestri. Non i nostri bambini. E’ chi il potere ce l’ha che ha la possibilità d’usarlo a suo uso e consumo.

Cristiana Scappini, mamma delle Longhena

(lettera inviata a Repubblica Bologna e Corriere Bologna)

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