mag 062009
 

Riceviamo e pubblichiamo:

SULLA SCUOLA LONGHENA

di GIULIANA BALBONI
(dirigente scolastica)

E’ con il ritardo dovuto alla lontananza da Bologna che prendo atto della durezza delle critiche mosse ai docenti della Scuola Longhena, scuola di cui sono stata per undici anni dirigente e di cui conservo la titolarità.
Ne sono stata dapprima profondamente colpita, poi amareggiata ed oggi mi interrogo sulla debolezza del sistema di valutazione della qualità del nostro sistema scolastico.
Infatti il mio giudizio, che  sosterrei in ogni situazione, sulla Scuola Longhena  e sui suoi docenti dopo circa un ventennio di conoscenza, prima come genitore e poi come dirigente, poco collima con quanto letto ed ascoltato da  fonti istituzionali in questo ultimo periodo.
Desidero a questo punto esprimere alcune considerazioni ma vorrei che si evitasse di cadere nel pregiudizio che le valutazioni che seguono siano dovute a una posizione politica personale o di appoggio incondizionato ai docenti di Longhena.
Credo che in città siano molte le persone e le istituzioni che possono testimoniare sul mio impegno per il buon funzionamento delle scuole che ho diretto e per la difesa ad oltranza dell’interesse degli alunni e delle famiglie ben al di sopra di ogni interesse di parte.

La Scuola Longhena ha da un decennio un corpo docente molto stabile, un forte dibattito interno ed una compattezza di immagine rara da trovare.
Queste condizioni le permettono di contraddistinguersi per grande vocazione sperimentale.
Sarebbe lunga la lista degli innumerevoli riconoscimenti locali e nazionali alla loro pratica scolastica quotidiana ed ai progetti elaborati e curati dal team dei docenti, che si avvale  anche di specializzazioni e qualificazioni molto interessanti (web, cinema ed audiovisivi, difficoltà di apprendimento, musicoterapia, psicomotricità, ecc.).
Di tali riconoscimenti desidero, per il momento, fare riferimento solo a quelli che riguardano l’attenzione all’osservazione e alla valutazione degli alunni.

Per anni la Scuola Longhena, prima con il Terzo Circolo Didattico a cui apparteneva e poi con l’Istituto Comprensivo n.8, ha presentato progetti centrati sull’osservazione, la prevenzione delle difficoltà d’apprendimento e la valutazione personalizzata che sono stati considerati di INTERESSE PROVINCIALE.
Per un decennio tutti i docenti hanno collaborato con psicologi dell’apprendimento e logopedisti candidandosi in progetti cittadini e  continuando una prassi di ricerca fino a farne un progetto di istituto finalizzato al recupero e alla valorizzazione degli stili di apprendimento.
Lo spirito sperimentale dei docenti ha portato anche ad aderire alle prime sperimentazioni dei test INVALSI, contribuendo con osservazioni, le stesse a cui sono pervenuti ispettori ed esperti del tema.
Di ciò non si tiene mai conto quando si fa rifermento all’episodio doloroso della mia messa sotto accusa per non aver obbligato, con la necessaria durezza,i docenti a somministrare tali test, praticamente e sostanzialmente uguali a quelli già sperimentati con poca soddisfazione professionale.
La grande attività sul piano dell’osservazione e della valutazione personalizzata degli alunni ha portato all’I.C. 8, per anni, importanti fondi provinciali, regionali, dei Piani di Zona, di Fondazioni bancarie, ecc.
Per quanto mi consta i docenti che lavorano con tanta attenzione ai risultati dell’apprendimento hanno anche gli strumenti per arrivare ad una valutazione quadrimestrale utile per il proprio lavoro e soprattutto per gli alunni, che in questo livello scolastico debbono comunque raggiungere tutti gli obiettivi e le competenze necessarie per la prosecuzione degli studi, al di là di quale voto o giudizio si attribuisca loro.

Credo che tutto ciò debba essere tenuto in considerazione quando si parla di questi docenti e delle loro capacità in ambito valutativo e forse sfugge ad un’ispezione che non abbia sotto mano la storia della scuola.

Dall’uscita della Circolare Ministeriale che attribuiva autonomia alle scuole nella creazione di un personale documento valutativo, si è aperta all’ Istituto Comprensivo 8 una stagione di studio di cui conosco fino ad un certo punto l’iter.
Sono state elaborate schede di valutazione, per la scuola primaria e per la scuola secondaria di primo grado, che sono  state inviate al CSA, come  richiesto  da questo ufficio, e sulle quali non è mai pervenuta alcuna osservazione.
I docenti hanno iniziato una riflessione sui criteri di valutazione legati alle competenze disciplinari che potesse sostituire i criteri da tempo in uso, più legati ai risultati personali di ciascun alunno all’interno del programma svolto.
E siamo al giugno 2007, ultimo Collegio dell’anno scolastico 2006/07 coincidente  con la mia ultima attività di lavoro con i docenti bolognesi.

Ai posteri, intendo dirigenti, il compito di  proseguire un cammino tracciato e attraversato da novità.
Immagino le difficoltà in cui si sono trovati i docenti della Scuola Longhena, e non solo loro, con l’introduzione del voto numerico: il grande lavoro sulla valutazione personalizzata certo non agevola nell’inserirsi nella nuova rotta che, se intrapresa con serietà, richiede tempo e soprattutto criteri oggettivi, come ci possono insegnare tutti i paesi in cui esiste tale prassi, non solo dettati dalle singole entità scolastiche.
Come giustificare i voti numerici espressi da realtà scolastiche a volte tanto diverse, in un’Italia che comunque per tanti aspetti è realtà a macchia di leopardo anche all’interno di un territorio cittadino?
Sono certa che i docenti di Longhena sarebbero stati anche in tale ambito degli sperimentatori attenti se coinvolti, come tante volte è successo, da centri di ricerca impegnati sull’argomento.

Desidero toccare un ulteriore ed ultimo punto, quello dell’accusa di autogestione della scuola e della mancanza di una guida.
Credo che non  possa essere mossa un’accusa più denigratoria, a me, ai docenti ed anche ai genitori impegnati negli organi collegiali.
E su questo punto credo di poter chiamare a testimoniare tutti i rappresentanti di classe che per un decennio si sono succeduti.
Non li chiamo a testimoniare sulle mie presenze costanti negli organismi di rappresentanza, presenza dovuta e sempre garantita, ma sulla serietà di un modo di lavorare che si è contraddistinto come vero e proprio collettivo in cui, come dirigente non ho mai delegato alcuna responsabilità, assumendomi precise posizioni di contrapposizione, quando necessario, ma allo stesso tempo condividendo importanti progetti per la scuola, per gli alunni e per le famiglie.
Con tale giudizio si nega l’impegno che per tanti anni è stato dedicato da docenti, genitori e dirigenza al tentativo di trasformare un’ “isola felice” in opportunità per tutti, in primis per gli alunni meno fortunati.
Espressione di ciò sono i criteri di ammissione alla scuola che danno la precedenza ai disabili ed agli alunni con particolari problemi di salute documentati da strutture sanitarie pubbliche, il mio personale impegno a far conoscere agli psicologi di tutte le ASL, anche con una lettera annuale di annuncio di apertura delle iscrizioni, e alle associazioni dei genitori stranieri (vedi l’accoglienza degli alunni rom) le opportunità offerte dalla scuola.
E oltre a ciò debbo ricordare che “Le settimane verdi” delle scuole dell’infanzia  cittadine, sempre nello spirito di scuola per la città, sono potute continuare, quando nella scuola materna comunale contigua è stato decretato che non c’era più posto, grazie alla disponibilità descritta: centinaia di alunni hanno potuto godere di quel luogo, così come gli alunni bielorussi accolti per anni nelle classi, oltre che dalle famiglie.
Con lo stesso spirito di creare opportunità per tutti gli alunni della città è stato progettato e presentato il progetto di un centro ambientale cittadino a Villa Puglioli curato dai docenti di Longhena, che non è stato realizzato per mancanza di fondi e non certo per mancanza di riconoscimento ed apprezzamento da parte dell’Assessore Comunale.

Quando leggo e sento descrivere una scuola autogestita, e questo temine non è certo usato con connotazione positiva, e di docenti non attenti alle problematiche della valutazione, non riesco a credere che si parli di Longhena.
Per fortuna che questa Scuola è una realtà che tanto rappresenta per la città, per fortuna che ci sono i genitori che possono ricordare il percorso fatto insieme e ci sono le tante azioni realizzate e i tanti risultati raggiunti.
La sindacalizzazione dei docenti o la politicizzazione di alcuni di loro rappresenta certo un notevole impegno di confronto e di dibattito, ma credo che ciò faccia parte del lavoro di un dirigente scolastico così come di un dirigente di qualsiasi realtà lavorativa.

6 maggio 2009

  5 Risposte a “SULLA SCUOLA LONGHENA”

  1. non ho avuto il piacere di conoscerLa… quando Chiara è entrata Lei usciva….

    ma quello che insieme avevate costruito lo ho potuto verificare…. grazie!
    e grazie anche di queste parole finalmente in sintonia con quello in cui credo e crediamo.

  2. La ringrazio infinitamente Giuliana, per quanta passione traspare dalle sue parole, passione che ho potuto constatare di persona fin dai primi giorni di scuola di mia figlia, ora in 4B, quando noi genitori appena catapultati nella scuola primaria ci siamo trovati senza insegnante titolare per l’area scientifica. Eravamo preoccupati di dover assistere ad una sfilza di supplenti, mentre lei, disponibile al colloquio, ci ha ricevuto, rassicurato e si è impegnata perchè la nostra preoccupazione fosse vana. E così è stato. Abbiamo avuto un’insegnante preparata e in piena sintonia con le nostre aspettative, che ha potuto seguire i nostri piccoli per l’intero anno scolastico. Il secondo anno, poi, abbiamo avuto l’insegnante di ruolo, di cui siamo pienamente soddisfatti. Tutto questo per ribadire che la scuola Longhena è sempre stata attenta alle richieste dei genitori, i quali, a loro volta, si sono impegnati ad essere presenti e collaborativi. Ora è di questa collaborazione e impegno che veniamo accusati: “troppo presenti” ci si dice. Quando in tante scuole le riunioni vanno deserte, gli insegnanti non sanno neppure che faccia abbiano i genitori dei loro alunni. Ecco, noi no. Noi ci siamo. E continueremo ad esserci. A dispetto di chi ci vorrebbe silenti e accondiscendenti. Perchè il futuro dei nostri figli è il nostro futuro. Mi piacerebbe poter tappezzare la città con l’elenco dei progetti e dei riconoscimenti ottenuti dalla scuola Longhena, per poter dire che la scuola costa, ma il risultato è l’investimento migliore. Purtroppo tutta la scuola statale pubblica viene decurtata da questa possibilità, anno dopo anno. Purtroppo l’opinione pubblica è più attenta al gossip che alla cultura. Purtroppo … Ma questo non ci impedisce di continuare a credere nell’impegno e i fatti passati dimostrano i risultati, senza bisogno di altre parole.
    Grazie per il suo intervento, che ci permette di riportare alla realtà dei fatti gli stravolgimenti che stiamo, nostro malgrado, vivendo da lunghi, troppi, mesi.
    Anna Maria Angradi

  3. grazie Giuliana Balboni, per avere così ben espresso il valore della nostra scuola! Nelle cose e nei fatti, nei cuori e nelle menti di chi questa scuola conosce e frequenta, sono concetti talmente noti da non vedere a volte la necessità di doverli snocciolare. Cattiveria e povertà intellettuale, chiusura mentale, di chi ha rivolto accuse tanto false quanto incomprensibili, tanto ignobili da averci spiazzato, da averci fatto credere che tutto sarebbe rientrato non appena il polverone sollevato si sarebbe riposato a terra, ci hanno invece portato fin qui. Fino ai giornali di oggi. Col governo che esprime pareri basati sull’ispezione di Lelli (il suo blog lo descriveva a sufficienza per capirne l’onestà intellettuale). Basati sulle azioni intraprese dall’attuale dirigente reggente. Che, in una situazione come questa, dopo aver disertato un Consiglio d’Istituto che non ha potuto aver luogo per mancanza di n. legale, non risponde nemmeno al presidente del Consiglio d’Istituto stesso, che ne richiede nuova indizione. Sollecitato da tanti genitori. Non ci sono parole da aggiungere. Pare di essere in pieno regime. Decisioni unilaterali, che non tengono corto nemmeno degli organi atti a garantire democrazia e buon funzionamento. Ma questo non si dice. Non si sa. C’è chi fa, però. E fa male. Parecchio male.
    Sono Cristiana, mamma di ben due bambine alle Longhena, una in IV e una in I. Mamma convertita alle Longhena, capitata in anno senza lista d’attesa, indecisa fino all’ultimo perché temevo un po’ la puzza sotto il naso ch’ero certa avrei trovato nella “scuola d’élite”. Così non fu. Ringrazio il mondo d’aver potuto dare alle mie figlie la possibilità di crescere e formarsi con questi insegnanti, questo verde, questo sole che splende così tanto e accende talmente gli occhi di chi alle Longhena studia e insegna, da aver nascosto alla vista e al cuore dei bambini le difficoltà in cui si stanno muovendo quest’anno le loro maestre. Brave 100 mille mila volte di più. Per non farlo sapere a loro. Per non farsene accorgere.
    E grazie, sig.ra Balboni, per aver ricordato che cosa s’è fatto e si fa. Anche a chi non fa comodo aver memoria.

  4. E’ una vera gioia leggerla, sono la mamma di un bambino di seconda e ho avuto il piacere di conoscerla durante l’open day che ogni anno Longhena organizza per i genitori interessati ad iscrivere i loro figli alla scuola. Se ho scelto questa scuola per mio figlio è perchè condividevo appieno il modello educativo da lei descritto durante quella giornata. Grazie per il suo impegno, il suo entusiasmo, questo rincuora tutti noi genitori impegnati nella difesa delle Longhena e degli ottimi insegnanti.
    …nella speranza di rivederla al più presto.

  5. gentile Giuliana, ho due bambini a Longhena in 5a C e in 1a C e anche io ho avuto modo di apprezzare la sua disponibilità quando in 1a qualche anno fa, mia figlia si è trovata con alcune supplenti e una situazione complicata. Grazie per l’onestà intellettuale con cui descrive il percorso di Longhena dovuto tantissimo all’impegno delle persone che su lavorano con costanza e in gruppo, cosa miracolosa e peculiare. E spero di rivederla al più presto, per avere di nuovo un’interlocutrice reale e disponibile. Buon tutto

    Nicoletta

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