feb 172009
 

Rassegna stampa: Resto del Carlino 17/02/2009

SCUOLA / DOPO IL CASO LONGHENA
Tutti 8 in una classe delle Fortuzzi

La decisione nella II B, ma i giudizi in pagella sono diversi per ogni alunno. Si diffonde la protesta dei maestri obbligati per legge a scrivere un voto sulla pagella dei bimbi delle elementari
DOPO il dieci, l’otto. Dopo le Longhena, le Fortuzzi. Da via Casaglia a viale Polischi. Si diffonde la protesta dei maestri obbligati per legge a scrivere un voto sulla pagella dei bimbi delle elementari. Voto che «spazza via quarant’anni di discussioni e approfondimenti pedagogici». E, ammette un docente di lungo corso, «fa esplodere le tante contraddizioni con colleghi che si sentono potenti e altri, ad esempio quelli di sostegno (sull’handicap, ndr), che non sanno che ‘numero’ mettere».

Dopo l’exploit clamoroso della Longhena, dove il 90% dei maestri (sostenuti dal consiglio d’istituto) ha dato 10 in tutte le materie, stavolta il caso si sposta all’elementare dentro i Giardini Margherita, le Fortuzzi. E, invece di una scuola intera, riguarda solo una classe, la II B dove i maestri hanno dato 8 in tutte le materie, pur differenziando i giudizi. Una scuola inserita all’interno del circolo didattico 8 di cui fanno parte anche le Carducci dove invece, in una prima elementare, le maestre hanno messo quattro insufficienze nel comportamento ad altrettanti bambini che, nelle altre materie vantano otto e nove. Una scelta maturata per il mancato rispetto delle regole delle classe che, pare, dare i primi frutti.
«L’8 è più proletario del 10», esordisce con una battuta ‘smonta-polemiche’ Francesco Tripodi che, insieme alla collega Francesca Gattullo delle Fortuzzi, ha cercato un punto di contatto tra il voto a tutti i costi e la valutazione ad ampio raggio. «La nostra è una scelta con un fondamento pedagogico — osserva il maestro —. Siamo contrari alle valenze classificatorie che fanno nascere malsani antagonismi tra i bambini. La classe è una comunità educante che riceve degli input dagli insegnanti. Ogni alunno deve essere, quindi, motivato al di là del voto». Tanto più che quel numero, precisa Tripodi, nella realtà «non è un giudizio dato allo studente, bensì un voto al nostro lavoro di insegnanti».

NESSUN 8 politico, dunque. Anche perché nella quarta pagina della scheda, quella analitica, i due maestri ha scritto un giudizio differenziato bimbo per bimbo. Otto uguale per tutti, ma giudizi diversi. Gli stessi genitori a cui, nei giorni scorsi, sono state consegnate le pagelle, non si sono lamentati più di tanto. «Solo due hanno avuto alcune perplessità – rivela Tripodi -. Gli abbiamo spiegato il perché delle nostre scelte e alla fine hanno capito».
La stessa preside, Daniela Turci, mette l’accento «sulla non politicità del voto assegnato da due insegnanti che, al pari dei loro colleghi parteciperanno al gruppo di lavoro per creare un nuovo sistema di valutazione interno».

http://ilrestodelcarlino.ilsole24ore.com/bologna/2009/02/17/152173-tutti_classe_delle_fortuzzi.shtml

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