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Progetto Puglioli Gli architetti e la storica villa
Repubblica — 06 gennaio 2010   pagina 7   sezione: BOLOGNA

Una villa di mille metri quadri immersa nel bosco, che agli inizi del ‘900 era la colonia estiva dei bimbi gracili e fino a una ventina d’anni fa ospitava le settimane verdi degli alunni bolognesi. Oggi che Villa Puglioli a Casaglia «viene usata per conservare il materiale altamente infiammabile della Cineteca», un gruppo di genitori delle vicine scuole Longhena si è riunito per disegnare un futuro diverso, fatto di laboratori sulla biodiversità, gemellaggi con scuole europee e orti biologici.

Mentre lo stesso cantiere della ristrutturazione potrebbe diventare un grande laboratorio didattico a cielo aperto, seguendo alcune esperienze-pilota europee. Quaranta mamme e papà di cui «almeno la metà architetti e paesaggisti» si sono riuniti durante le vacanze di Natale per mettere sulla carta un progetto di recupero della villa. Un’idea nata sul blog della scuola, che «potrebbe diventare realtà con un milione di euro». Il punto di partenza è il “testimone” lasciato da un gruppo di lavoro di genitori di alunni ormai grandi. In un sopralluogo avevano rilevato la pianta irregolare dell’edificio del ‘900 (fu acquistato con fondi raccolti in un pubblica sottoscrizione iniziata nel 1905), distribuito su tre piani, con stanze e annessi che si sono aggiunti, accostati, moltiplicati con l’andar del tempo. Una volta rifatto il tetto e il pavimento, al piano terra ci sarebbero ambienti anche di oltre 50 metri quadri da destinare a laboratori, mentre ai piani alti ci sarebbe la possibilità di destinare alcune stanze ad uso foresteria, cioè per un piccolo “ostello” per studenti e insegnanti in “trasferta”. «È già pronto anche un progetto di stagno didattico che avevo elaborato anni fa per il Quartiere Saragozza – spiega la paesaggista Elena Vincenzi, anche lei «mamma di Casaglia» – proprio a partire dalla piscina in cemento davanti alla villa, ormai in disuso. La cosa fondamentale comunque è ricostituire quella traiettoria ideale di collegamento tra città e collina attraverso Villa Spada e il parco del Pellegrino». «Il progetto è basato sui principi della bio architettura spiega l’architetto Sergio Bettini, genitore in prima fila nel progetto e autore del restauro della cappella Ghisilardi nella chiesa di San Domenico – sia perché questo è un momento educativo sulla produzione di energia che un edificio può mettere in campo, sia perché risolverà il problema della gestione». Sperando che il progetto non finisca in un cassetto. «Certo, non sono tempi di vacche grasse per la scuole pubblica – sospira Giancarlo Vitali,a capo del gruppo- ma noi siamo determinati. È bastato lanciare l’idea per riunire 40 professionisti». – ELEONORA CAPELLI

  Una risposta a “Villa Puglioli”

  1. mi complimento per aver reso pubblico un progetto che ha oltre 10 anni ed e’ stato sempre regolarmente inserito nei POF per tanti anni

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