Bologna Città Civile

 

Venerdì 10 Dicembre 2010

Il progetto Prendiamo il Sole per i nostri bambini, candidato al premio Bologna Città Civile 2010, è stato premiato dalla giuria del Resto del Carlino, Provincia di Bologna, ed Hera all’ottava posizione su quaranta progetti selezionati in questa virtuosa competizione. E’ stata ritirata la targa del premio ed i complimenti di Anna Maria Cancellieri.

Mini-video della premiazione

Ecco la targa del premio ricevuta proprio in tema con il progetto

S c a r i c a   i l   f i l e   c o n   l a   m o t i v a z i o n e   d e l   p r e m i o

 

MOTIVAZIONE DEL PREMIO DELLA GIURIA PER IL PROGETTO PRENDIAMO IL SOLE PER I NOSTRI BAMBINI

La civiltà, a volte, nasce anche da esigenze concrete: come il rendersi conto della scarsità di risorse di cui soffre la scuola che rischia di sacrificare anche la qualità delle attività educative. Parte delle attività scolastiche infatti sono gestite direttamente dallo Stato, come la scelta dei maestri, la loro retribuzione, i curricola. Di un’altra parte invece, dalla mensa al personale ATA, si occupa sia economicamente che come gestione il Comune. In mezzo a questi due poteri però c’è un vuoto, tante piccole esigenze per far fronte alle quali non è incaricato ufficialmente nessuno dei due enti. Un vuoto questo, che si traduce in un deficit di circa un migliaio di euro per ogni classe, mille euro che servirebbero per fare fotocopie per gli esercizi in aula e i compiti a casa, colori per le scenografie del saggio di fine anno, ma anche, ahimé, carta igienica e sapone per i bagni.

Mille euro che da anni escono dalle tasche dei genitori, in una logica tappa-buchi. Questo gruppo di mamme e papà delle scuole Longhena di Bologna, classe III A, però, ha proposto un approccio più lungimirante, pensando in grande e facendo un significativo salto di qualità: l’idea è di una donazione rilevante per dotare la scuola di pannelli solari per produrre energia da utilizzare nella scuola e la cui eccedenza verrebbe venduta all’Enel. È un approccio assolutamente nuovo: perché non caricarsi di un esborso immediato significativo che possa assicurare risorse alla scuola non solo oggi ma anche in futuro?

Da qui nasce il progetto, che nel tempo si fa via via più articolato, di fare una donazione in denaro al Comune, vincolata all’installazione di pannelli solari sopra al tetto della scuola; pannelli il cui rendimento finanzierà in modo innovativo la scuola anche negli anni a venire. Un guadagno per i piccoli scolari dunque, ma anche per il Comune stesso, che risparmierà migliaia di euro di bolletta, dato che la scuola sarà da ora in poi più che autosufficiente, ed anzi potrà godere di parte dei rendimenti dell’energia elettrica venduta ad Enel.

Un’idea nata tra 5 genitori, diffusa col passa parola, non tramite grandi assemblee, che si è perfezionata nel tempo grazie a validissimi funzionari pubblici che hanno aiutato questi genitori innovativi a districarsi con la burocrazia di un simile progetto, migliorandolo sempre di più e rendendolo sempre più immune ai cavilli normativi di varia natura. Un progetto che ha sempre cercato il sostegno personale dentro e fuori dalla scuola, senza passare per organi pubblici o istituzioni. Un’iniziativa dal respiro miracoloso: queste persone non stanno donando ai propri figli, ma a quelli che verranno dopo, nell’ottica di lasciare il posto che hanno frequentato meglio di come lo hanno trovato.

Un progetto che vuole essere anche educativo, perché i bambini sperimentino non solo i benefici dati dagli introiti dell’energia venduta, ma anche lo spirito del dono gratuito, e la realtà di un’energia pulita che sperimenteranno in maniera concreta, con la coscienza che quella luce del corridoio, e quella della classe funzionano grazie al sole che splende sulla scuola. Un risultato cento volte maggiore di quello che potrebbe scaturire da un qualsiasi laboratorio di educazione alla sostenibilità.

E così hanno già raccolto, tra impegni e versamenti effettivi, più di 35.000 euro di donazioni, a fronte di una spesa di 75.000 al massimo. L’impegno è a raccogliere tutto l’ammontare del costo: nell’eventualità però in cui non si raggiungesse l’obiettivo, interverrà il Comune a finanziare la parte mancante e rifacendosi poi dell’investimento tramite i proventi della cessione di energia elettrica a Enel. Senza dunque che nessuno ci rimetta nulla.
Una storia “rivoluzionaria” che può diventare un esempio di approccio al problema che propone soluzioni a lungo respiro sfuggendo a una logica “tappabuchi” in cui ognuno guarda solo all’anno in corso. Una innovazione totale, tramite la donazione con vincolo: un progetto pilota che potrà essere imitato in tutta Italia perché è costruito su leggi che sono nazionali, e che si sta realizzando nonostante i tanti ostacoli e le obiezioni. Grande l’appoggio anche degli enti pubblici, di imprese e cooperative che hanno voluto contribuire senza sponsorizzazioni e marchette. Tanti anche i personaggi pubblici, che hanno avuto i figli presso la stessa scuola: come Alessandro Bergonzoni, che realizzerà per loro uno spot, e Patrizio Roversi prestatosi per un’intervista web a ruoli invertiti.

Una serie di miracoli di civiltà in fila dunque: genitori che si parlano, prima di tutto, senza litigare per il timore che il proprio figlio sia sfavorito rispetto agli altri. Genitori che decidono insieme, e decidono di prendersi cura della scuola che frequentano i bambini. E il miracolo più clamoroso: genitori che decidono di prendersi cura della scuola a un punto tale che non saranno più i loro stessi figli a beneficiarne, ma i figli di altri. Per concludersi la realtà di una scuola che, nel suo piccolo, tenta di non pesare sull’ambiente e sulle tasche del Comune.

La Giuria Bologna Città Civile 10.12.2010