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Il voto: un oggetto nazional-popolare

Il voto: un oggetto nazional-popolare

di Giancarlo Cerini

Prima e dopo il voto, dentro e fuori la scuola

Le vicende di questi mesi in materia di valutazione (come il ripristino del voto in condotta e il ritorno dei voti numerici nella scuola di base, aboliti nel lontano 1977) segnalano un rapporto difficile tra le esigenze “interne” degli addetti ai lavori e le aspettative “esterne” della società. Ormai sembra che i valori che ispirano coloro che operano all’interno della scuola (pensiamo alle idee di inclusione, accoglienza, pari opportunità, solidarietà) siano assai lontani dalle tendenze della società civile (ove sembrano prevalere l’affermazione dell’individuo, la competizione, il successo). Anche la questione del voto (e più in generale della valutazione a scuola) non sfugge a questo dilemma. Chi sta a scuola, soprattutto in quella dell’obbligo, è legato ad una prospettiva di valutazione formativa, orientata a riconoscere e valorizzare l’apprendimento, piuttosto che a giudicarlo e sanzionarlo. Questi principi pedagogici stanno scritti anche nel testo delle Indicazioni per il curricolo del 2007 (e nelle linee guida del nuovo obbligo scolastico). In poche righe si delinea un coerente sistema, dall’osservazione diagnostica alla valutazione in itinere e a quella sommativa, con il preminente obiettivo di stimolare il miglioramento continuo degli allievi e di regolare l’iniziativa didattica degli insegnanti. Questa filosofia si estende anche all’azione della scuola e del sistema educativo nel suo complesso. Continua la lettura di Il voto: un oggetto nazional-popolare

Qualcuno mette i voti…

Qualcuno mette i voti…

perché così almeno si capisce com’è andata.

Qualcuno mette i voti…

anche se così non si capisce com’è andata.

Qualcuno mette i voti…

perché sta seduto nelle ultime file del collegio docenti

e di qui non si sente che cosa dicono là davanti.

Qualcuno mette i voti…

perché sta seduto nelle prime file del collegio docenti

e tanto dietro non ascoltano che cosa si dice qua davanti. Continua la lettura di Qualcuno mette i voti…

Stasera mentre uscivo dal lavoro…

… via Ugo Bassi era stipata di autobus fermi, mi sono chiesta: cosa sarà successo? Mi avvicino con lo scooter all’incrocio tra Indipendenza, Ugo Bassi e Rizzoli e lo vedo: un sit in di studenti universitari, ordinato, silenzioso, pacato. E tutt’intorno, la gente, tranquilla, che non protestava, e i vigili urbani che guardavano senza intervenire.
Bellissimo.

E noi? Quando facciamo la lezione  in piazza? Si riesce ad organizzare?

Lina Sini