Ecco cosa accadrà al tempo pieno

di Giuseppe Caliceti
da APPUNTI DI SCUOLA (Il Manifesto del 21 ottobre 2008)

Il ministro Gelmini ha detto che non toccherà nella scuola il tempo pieno – 40 ore di scuola per gli alunni, al mattino e al pomeriggio, cinque giorni a settimana col sabato a casa coi genitori – senza però rinunciare all’insegnante unico. Come? Il decreto afferma semplicemente che anche nel tempo pieno ci saranno, invece dei due insegnanti attuali, un solo insegnante. Come è possibile? Cerco di spiegarlo, almeno intuitivamente.
Un insegnante di tempo pieno attualmente lavora per 24 ore di cui due per la programmazione didattica settimanale – non in classe coi bambini – e due in compresenza, cioè insieme al collega, generalmente per dividere la classe in gruppi di livello e aiutare con un po’ di recupero in italiano e in matematica chi ha più difficoltà. Immaginiamo che le due ore di programmazione saltino, visto che c’è l’insegnante unico non occorre più che si confronti con nessun collega. Da 24 ore a 40 mancano ancora 18 ore. Tutto il tempo mensa e interscuola settimanale (quello per far giocare i bambini), dieci ore, viene fatto saltare e appaltato ai comuni: per la Gelmini non occorrono più docenti per far mangiare correttamente e con progetti alimentari specifici i bambini, ma alcune bidelle o inservienti pagate dai singoli Comuni; stesso discorso per l’interscuola, il tempo gioco previsto in otto ore: non si educa giocando, anche qui basta qualcuno pagato da un Comune che tenga a bada i bambini. E se i Comuni non hanno soldi? Ci pensino comunque loro a chiedere più soldi ai genitori al posto dello Stato; come già chiedono le rette per la mensa dei bambini, le chiedano anche per la loro sorveglianza durante e dopo il pasto. Restano ancora otto ore. Ma se ne devono togliere tre per l’insegnamento di inglese da parte di un insegnante esterno. Ora ne restano cinque. A questo punto il decreto Gelmini propone che gli insegnanti allunghino il loro orario di insegnamento – tutto bucherellato e già pieno di orari spezzati (che significa stare a scuola otto ore al giorno per insegnarne e essere pagati solo per sei, cinque o, spesso, quattro ore quotidiane.
Queste cinque ore in più richieste ai docenti unici del tempo pieno, si intuisce dal decreto che saranno pagate coi fondi di istituto al costo di circa 60/70 euro complessivi netti e con circa un anno di ritardo, questo almeno è ciò che accade oggi per le ore di lavoro che un insegnante fa in più rispetto al suo orario. Se i docenti non accetteranno un orario di lavoro mattino e pomeriggio pieno di buchi, con un orario di lavoro assurdo, risulterà che sono loro e non il governo in carica e la Gelmini a far saltare il tempo pieno. Perché? Immagino già le parole della Gelmini e di Brunetta: perché sono dei fannulloni. Allora risulterà ancora più chiaro come tutta la campagna mediatica portata avanti sui lavoratori statali fannulloni e sugli insegnanti del sud scansafatiche non era fatta a caso, ma aveva un preciso obiettivo: colpire gli studenti, i loro genitori, il lavoro dei docenti.

1 pensiero su “Ecco cosa accadrà al tempo pieno

  1. Ciao,
    sono un’insegnante del nord.
    Sono figlia di un’insegnante del sud, forse valgo meno?
    Io, dall’inizio dell’anno scolastico, crco di capire dove e come stiamo sprofondando nel baratro.
    I genitori sono bombardati da notizie rassicuranti che inneggiano ad un tempo scuola camuffato da tempo pieno
    noi siamo sommersi da circolari del nostro direttore, a cui , non si capisce bene, la riforma non piace ma tant’è bisogna attuarla e quindi giù con i voti, le caselline i giudizi, le ore…
    E per rassicurarci c’è chi vuole la polizia per fermare i sovversivi.

    saluti
    P.s. questo è uno sfogo
    quale tipo di commento potremmo mai lasciare?
    Un abbraccio alla compagnia
    o è troppo confidenziale ?

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