{"id":8180,"date":"2016-09-17T15:26:34","date_gmt":"2016-09-17T13:26:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.scuolalonghena.org\/blog\/?p=8180"},"modified":"2016-09-17T15:36:25","modified_gmt":"2016-09-17T13:36:25","slug":"gli-asini-rivista-bologna-il-caso-della-scuola-longhena","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.scuolalonghena.org\/blog\/gli-asini-rivista-bologna-il-caso-della-scuola-longhena\/","title":{"rendered":"Gli Asini \u2013 Rivista, Bologna, il caso della scuola Longhena"},"content":{"rendered":"<p><strong>Vi segnaliamo:<\/strong><\/p>\n<h3>Gli Asini \u2013 Rivista<br \/>\nBologna, il caso della scuola Longhena<\/h3>\n<p>di<strong> Agnese Doria<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-8183\" src=\"http:\/\/www.scuolalonghena.org\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/Favole-al-telefonino.png\" alt=\"favole-al-telefonino\" width=\"298\" height=\"390\" \/>Lo stabile dov\u2019\u00e8 situata la scuola primaria intitolata, quasi come fosse un presagio, a Mario Longhena, professore, giornalista, partigiano, si trova in via di Casaglia, 39 a Bologna.\u00a0Mario Longhena fu una figura di spicco nella vita politica bolognese degli anni venti. Professore di storia e filosofia al liceo scientifico (l\u2019attuale A. Righi), amante della geografia e appassionato studioso di carte e di viaggiatori, fu assessore all\u2019Istruzione durante la Giunta Zanardi e fautore delle \u201cscuole all\u2019aperto\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La strada che conduce alla scuola si dirama da via Saragozza e subito si inerpica fiera nel verde dei colli della citt\u00e0: dopo il primo tornante di Via di Casaglia si oltrepassa una soglia immaginaria e ci si trova ben presto in un altrove.L\u2019edificio che ospita la scuola era nato all\u2019inizio del 900 come colonia estiva per bambini affetti da malattie dell\u2019apparato respiratorio, \u00e8 immerso nel Parco del Pellegrino, un parco comunale e ultima delle grandi aree verdi collinari aperte al pubblico. Negli anni \u201860 Casaglia era ancora una colonia, i bambini dormivano nell\u2019edificio all\u2019interno del quale anche studiavano. Dagli anni \u201970 in avanti i bambini iniziano a salire a scuola e scendere in citt\u00e0 con gli autobus e quindi a non dormire pi\u00f9 a scuola, sono gli anni in cui si inizia a fondare quelle che sono le basi della sua identit\u00e0 odierna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Longhena \u00e8 una scuola pubblica, statale, ma \u201cdi citt\u00e0\u201d, non di quartiere. Questo significa che i genitori si assumono, oggi, il rischio di iscrivere i propri figli pur sapendo che esiste la possibilit\u00e0 di perdere il posto alla scuola pi\u00f9 vicina (e che spetterebbe loro di diritto) e di finire in fondo a tutte le graduatorie. Accolgono questa incognita per svariati motivi che di seguito brevemente accenno.\u00a0Il carattere singolare di Longhena inizia fin dall\u2019open day: la struttura non viene mostrata ai genitori, i maestri preferiscono enunciare i principi educativi e le loro buone pratiche, e \u00a0attraverso questi racconti inizia a prendere corpo una precisa identit\u00e0.<span id=\"more-3856\"><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le classi non vengono costituite a tavolino e solo sulla base delle schede di passaggio della scuola dell\u2019infanzia ma per le prime due settimane di settembre i bambini di 6 anni vengono accolti in piccoli gruppi e i sei futuri insegnanti delle tre sezioni girano e osservano le singolarit\u00e0 di ciascun bambino, i rapporti tra pari, le dinamiche relazionali, li fanno giocare e attraverso il gioco ne osservano le inclinazioni, le abilit\u00e0 e le competenze. Gli insegnanti hanno l\u2019obiettivo quindi di formare classi il pi\u00f9 eterogenee possibili, pur sapendo che in 5 anni le carte in tavola cambieranno, gli equilibri si modificheranno, tuttavia si sforzano di mettere in campo un\u2019osservazione partecipe.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una volta formate le classi, si inizia!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I bambini vanno a scuola e tornano a casa da soli grazie agli scuolabus pagati dalle famiglie e dal Comune. Anche questa esperienza concorre a sottolineare il carattere esperienziale e quasi audace dell\u2019avventura scolastica. Ogni sacrosanto giorno saluto mio figlio alle 8 come se partisse per una gita di una settimana, volgendo lo sguardo ai genitori dei bambini pi\u00f9 grandi vedo che \u00e8 cos\u00ec anche per gli altri. Mi sono convinta che in effetti passare un\u2019intera giornata lontano da casa (allungata ulteriormente di una ventina di minuti per il tragitto in autobus) decreta in modo definitivo e inequivocabile la loro avventura, il loro mondo, la loro porzione di vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I bambini fin dalla prima eleggono i loro rappresentanti di classe che vanno a costituire l\u2019Assemblea dei bambini che si riunisce quattro volte all\u2019anno e discute di alcuni temi cogenti e inerenti alla scuola (come mantenere puliti i bagni o gli ambienti comuni della scuola, il comportamento da osservare in autobus o durante la mensa, come contribuire alla pulizia del parco, etc\u2026) o pi\u00f9 generali (i maschi e le femmine litigano allo stesso modo?). Questo per rendere i bambini da subito consapevoli che a scuola hanno dei doveri, ma anche dei diritti, che devono conoscere per essere in grado di difenderli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inoltre si sceglie Longhena per l\u2019orientamento pedagogico \u2013 didattico degli insegnanti che \u00e8 teso a privilegiare un apprendimento in tempi distesi ritenuti pi\u00f9 consoni e compatibili con l\u2019et\u00e0 anagrafica dei bambini: la campanella a Longhena non suona, non ci sono tempi fissi di lavoro e pause stabilite rigidamente ma un\u2019alternanza che si lega alle attivit\u00e0, alle giornate particolari, alle diverse situazioni che si vivono nelle classi;\u00a0inoltre la particolare ubicazione della scuola\u00a0 favorisce\u00a0 una didattica e una metodologia educativa improntata alla \u201cricerca sul campo\u201d, valorizzando le risorse naturali del parco (nell\u2019orto si afferra la geometria, sotto agli alberi perfezioniamo la lettura, nell\u2019ora di scienze si assimilano i nomi delle piante e la differenza tra le foglie, il ciclo dell\u2019acqua lo si osserva in presa diretta, quello delle stagioni pure\u2026). A tutto questo si unisce l\u2019ostinazione e l\u2019orgoglio di essere una scuola a tempo pieno vera, che crede ancora nell\u2019importanza delle compresenze degli insegnanti, che investe molto sulla creazione e sul benessere della comunit\u00e0 di bambini, che lavora con loro per piccoli gruppi differenziati. Il clima di serenit\u00e0 che nella scuola regna, viene sapientemente costruito nella quotidianit\u00e0 che si reitera, ma anche grazie a\u00a0 certe piccole intuizioni che sanno fare amare quel luogo e lo fanno sentire proprio: si organizzano le letture in pigiama, con tanto di plaid, pantofole, orsacchiotti, si spostano i banchi e ci si sdraia ad ascoltare o a leggere a voce alta. A Longhena alcune classi hanno avuto la possibilit\u00e0 di dormire fuori con i sacchi a pelo, tutti insieme, per osservare le stelle con gli insegnanti e acchiappare le lucciole prima della fine della scuola. E tante altre ancora.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un\u2019ulteriore caratteristica della scuola Longhena \u00e8 quella di essere priva di confini definiti. L\u2019area scolastica non \u00e8 infatti n\u00e9 delimitata n\u00e9 recintata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019assenza di recinzione stimola una maggiore autonomia e presa di responsabilit\u00e0 nei bambini che cos\u00ec hanno\u00a0l\u2019opportunit\u00e0 di sperimentare l\u2019autogestione degli spazi\u00a0 e di acquisire un autocontrollo maggiori, proprio in funzione dell\u2019ampiezza e della non presenza di limiti precisi. Il corpo docente crede sia importante salvaguardare ci\u00f2 che ormai \u00e8 diventata una rarit\u00e0 per il mondo dell\u2019infanzia, cio\u00e8 la possibilit\u00e0 di vivere in una dimensione non urbanizzata, tipica delle campagne e delle periferie di un tempo, utilizzando l\u2019ambiente non solo come elemento di studio ma anche come stimolo alla fantasia, all\u2019immaginazione e alla creativit\u00e0\u00a0nei momenti di gioco e relax. I \u201cconfini immaginari\u201d vengono condivisi tra insegnanti e bambini e si allargano man mano che i bambini crescono. I bambini li rispettano, si osservano a vicenda, vedono chi li supera e avvertono i compagni, aspettano di crescere per poter conquistare maggiore libert\u00e0 di movimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Longhena \u00e8 diventata quella che \u00e8 grazie a un gruppo di insegnanti coeso, diretto per una decina d\u2019anni da Giuliana Balboni, una Dirigente Scolastica illuminata, con un passato da maestra elementare che, non solo abbracciava e sosteneva in pieno il gruppo docente, ma anche ha contribuito potentemente a creare l\u2019identit\u00e0 di questa scuola in cui credeva follemente. Chiamata a dirigere una scuola in Uruguay per due anni, Balboni ha affidato Longhena prima a due reggenti e poi a un susseguirsi di Dirigenti, ex professori di Liceo, lontani dal mondo della primaria, messi a capo di Longhena, per \u201cnormalizzarla\u201d, \u00a0soffocandone il suo cuore pulsante, la sua essenza pi\u00f9 viva. Questo intento normalizzante diventa pi\u00f9 preciso, quasi programmatico, dopo il 2009 anno in cui gli insegnanti presero posizione contro l\u2019inserimento del voto numerico alle elementari meritandosi dure sanzioni firmate dalla Gelmini in persona, e furono salvati, oltre che da una concertazione di legali e sindacati, da un grande e massiccio appoggio delle famiglie che occuparono la scuola insieme ai figli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Longhena smargina dalle norme, evade dai decreti, svincola la burocrazia. Pare quasi che tenga fede pi\u00f9 al timone della Costituzione che a quello dello Stato, attestandosi come una \u201cscuola pubblica della costituzione\u201d, non necessariamente in adesione completa agli indirizzi che i vari Ministri propinano di legislatura in legislatura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nessuno n\u00e9 l\u2019Ufficio Scolastico Provinciale n\u00e9 quello Regionale n\u00e9 le Amministrazioni locali, a oggi, si \u00e8 ancora assunto la responsabilit\u00e0 politica di preservare l\u2019identit\u00e0, valorizzare la singolarit\u00e0, esaltare e, perch\u00e9 no, potenziare l\u2019unicit\u00e0 di Longhena.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Cronistoria della \u201cbattaglia della ricreazione\u201d<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel contesto descritto si inserisce il racconto di oggi. Verso la met\u00e0 di febbraio alcuni genitori parlando con gli insegnanti, apprendono che la Dirigente Scolastica Giovanna Facilla avrebbe scritto una circolare a tutto il personale (docente e ATA) che circoscriveva e regolamentava ricreazioni e intervalli, forzando e stravolgendo il Regolamento di Istituto che recita: \u201c\u00e8 previsto un intervallo di <em>almeno<\/em> venti minuti attorno alle ore 10:30 circa\u201d e riguardo all\u2019intervallo post-mensa: \u201cal momento della mensa (12:30) segue un intervallo di <em>almeno<\/em>mezz\u2019ora di gioco e riposo, prima di riprendere il lavoro scolastico pomeridiano\u201d. Il regolamento parla chiaro e indica la soglia minima sotto la quale non \u00e8 consigliabile andare ma lasciando agli insegnanti la possibilit\u00e0 di \u201ccapire sul campo\u201d di quanto tempo libero i bambini quel giorno abbiano bisogno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La DS nella circolare puntualizza \u201cche l\u2019avverbio <em>almeno<\/em>, nel significare per non meno di venti minuti, non autorizza i docenti al sistematico raddoppio dei minuti\u201d, \u00a0e poi, \u00a0\u201cper le medesime ragioni sovraesposte, accertato che il servizio ristorazione termina per tutte le classi alle ore 13:10, si dispone che esso (l\u2019intervallo) non si svolga oltre le ore 14:00\u201d. Non si tratta quindi solamente di un problema di lunghezza in termini orari, ma anche della modalit\u00e0 con cui i maestri decidono di proporre l\u2019intervallo ai bambini. In questo modo la Dirigente mina il sacrosanto diritto degli insegnanti (chiamasi anche Art. 33 della Costituzione) di guardare in faccia i bambini e capire le loro necessit\u00e0, sapendo se la giornata di studio \u00e8 stata impegnativa o meno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In breve tempo si forma una cordata di genitori che uniti dal desiderio di affiancare i maestri e difendere un modello di scuola in cui credono e che hanno scelto, scrivono una lettera alla Dirigente Facilla chiedendo un colloquio. La lettera viene sottoscritta in tempo da oltre 500 genitori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Iniziano a comparire i primi articoli e lettere sui quotidiani locali e regionali. La questione della ricreazione si porta dietro il desiderio da parte della DS di colpire la scuola nel suo fianco pi\u00f9 esposto: l\u2019assenza di recinzione. Dunque i lavori dei quali da qualche tempo si parla per mettere cancelli e recinzioni all\u2019area scolastica, paiono essere pi\u00f9 che una minaccia, i tecnici del Comune fanno rilievi, i genitori insorgono o cercano di farlo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli insegnanti prendono posizione e si espongono come da loro tradizione e dichiarano, forti del Regolamento di Istituto, che continueranno ad andare per la loro strada, come hanno sempre fatto fin\u2019ora. Nel frattempo i genitori lanciano una petizione on line su change.org che in una manciata di giorni raggiunge le 1700 firme, gli altri dirigenti scolastici e insegnanti della citt\u00e0 si schierano a favore degli insegnanti di Longhena in difesa di una scuola che ha saputo imprimere il proprio punto di vista sul mondo d\u2019oggi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le maestre e i maestri, anche questa volta, si dimostrano compatti, solidi, sereni, forti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I genitori cercano tra loro il dialogo trasparente e allargato, questo tentativo non \u00e8 privo di tensioni, la comunit\u00e0 \u00e8 davvero ampia: sono 375 famiglie coinvolte, quasi da raddoppiare se si contano i singoli genitori, il dialogo \u00e8 acceso, complicato, a tratti conflittuale sui metodi, ma la direzione \u00e8 unica, chiara, condivisa. Questo non \u00e8 poco. La partita in gioco \u00e8 seria perch\u00e9 non si difende un modello utopico di scuola, non si difendono le scuole private libertarie, montessoriane, steineriane, l\u2019homeschooling o altro: qui si difende la scuola pubblica che funziona. Qui si cerca di custodire e rilanciare una memoria che si sta perdendo, si cerca di non dimenticare l\u2019insegnamento dei maestri che hanno fatto la storia di Italia, come diceva Berman gi\u00e0 caro agli Asini, ne <em>L\u2019esperienza della modernit\u00e0 <\/em>che bisogna ciclicamente far rivivere e far tornare a vibrare: \u201cE tuttavia proseguire imperterriti nella propria determinazione di tener testa a queste forze, di combattere per cambiare il mondo e farlo proprio. Vuol dire essere rivoluzionari e conservatori a un tempo: consci delle nuove possibilit\u00e0 d\u2019esperienza e d\u2019avventura, terrorizzati dagli abissi nichilistici a cui conducono tante avventure moderne, desiderosi di creare qualcosa di reale proprio mentre tutto si dissolve nell\u2019aria\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si continua a procedere insieme, genitori e insegnanti, ognuno con l\u2019arma che gli spetta e con le proprie sensibilit\u00e0: il Maestro Fabio si fa fotografare brandendo un liquidator, sullo sfondo una lavagna con scritto: <em>Quando il gioco si fa duro, i duri fanno ricreazione.<\/em> Alcuni genitori pubblicitari fanno uscire delle vignette che girano viralmente in rete: <em>facciamo fuori l\u2019intervallo!<\/em> nella sua evidente doppia valenza oppure un\u2019illustrazione dove la voce fuori campo di una maestra dice: <em>Isaac, torna dentro, l\u2019intervallo \u00e8 finito!<\/em> Un bambino corre, richiamato, dietro di lui da un albero si stacca una mela che avrebbe fatto la storia della scienza\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Insomma, anche se di corsa, travolti dai fatti, si cerca di mettere in campo una modalit\u00e0 comunitaria di fare politica, convinti che i frutti siano di tutti e per tutti e non solo per il proprio pargolo la cui serenit\u00e0 e il cui contesto dev\u2019essere perfetto a tutti i costi. Ancora non \u00e8 chiaro a chi scrive, data anche la prossimit\u00e0 temporale della tempesta non del tutto passata, cos\u2019abbia fatto nascere nella Dirigente la necessit\u00e0 di mettere mano alla ricreazione, diventata un simbolo di un confronto pi\u00f9 vasto. E\u2019 possibile che ci sia una motivazione legata alla sicurezza, alla gestione del personale ATA destinato a vigilare sulla strada che passa dietro alla scuola, ma sospetto che con il tema della ricreazione si voglia in realt\u00e0 colpire la ferma opposizione agli Invalsi messa in atto dalle insegnanti, molte delle quali da anni scioperano nel giorno deputato alla somministrazione delle prove. In<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infatti non \u00e8 poi cos\u00ec difficoltoso trovare tra le righe delle dichiarazioni rilasciate dalla DS alla stampa dei passaggi che sottolineano come \u201cin quella scuola non si studia abbastanza\u201d. Non avendo quindi strumenti quantificabili per valutare la preparazione degli alunni, la Dirigente attacca le ricreazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si aprono due scenari concreti gi\u00e0 ampiamente approfonditi proprio tra le pagine di questa rivista: la questione della valutazione e quella dei poteri dati in mano a un singolo Dirigente-manager, sui quali tra l\u2019altro, proprio i maestri di Longhena presero posizione un anno fa lanciando una sarcastica campagna sulla possibilit\u00e0 pi\u00f9 che reale che i DS potessero scegliere gli insegnanti in base al curriculum vitae per andare a comporre il proprio team. Fondo lavagna: <strong>insegnante a chiamata diretta offresi<\/strong>. <em>Bella presenza, automunito, esperto cornicette: ai spic inglisc. Suonare Luana, massima riservatezza.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Le domande che questo racconto apre<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa \u201ccircolare UFO\u201d sbucata dal nulla, che non si sapr\u00e0 mai realmente da dove sia scaturita, ha dato la possibilit\u00e0 alla comunit\u00e0 scolastica di auto-interrogarsi e di rivolgere ad ampio raggio alcune domande precise sulla scuola, oggi. La domanda sulla ricreazione in primis e sulla sicurezza, come possibilit\u00e0 di essere vissuta come postura attiva pi\u00f9 che come imposizione passiva, sono questioni che sono rimbalzate in molte scuole italiane, testimoniate da lettere e dalle prese di posizione che hanno unito e fatto vibrare una vasta comunit\u00e0 di insegnanti e genitori tanto di scuole cittadine quanto di quelle provinciali. Questi interrogativi sono affiorati perch\u00e9 la detonazione \u00e8 stata forte e come uno tsunami la propagazione dell\u2019onda continuer\u00e0. Sottotraccia rimangono delle domande inevase: qual\u2019\u00e8 sia sul lungo periodo il potere dei Dirigenti Scolastici \u201cnormativi\u201d sui gruppi di insegnanti, magari precari, pi\u00f9 ricattabili e fragili? Quanto riusciranno ad affrontare paura e pressioni sempre maggiori? Proiettando la questione su un futuro nemmeno troppo lontano, quando cio\u00e8 il gruppo di insegnanti storici di Longhena andr\u00e0 in pensione, a chi passeranno il testimone? Quali sono gli strumenti di metodo, ma anche quelli di senso e di politica, saranno in grado di condividere come patrimonio per fronteggiare questo e ben altro che non siamo in grado nemmeno di immaginare? Come faranno i vecchi insegnanti a dialogare con i nuovi senza sapere veramente il peso della solitudine del precario cos\u00ec depotenziante e avvilente? Auspico che da questa occasione nasca un movimento, magari allargato e condiviso non solo tra docenti, che non abbassa la guardia quando l\u2019impeto di quest\u2019onda si sar\u00e0 quietato, ma che possa trovare un modo per tenere alto il livello di attenzione e di approfondimento, diventando luogo vitale aperto, lontano dall\u2019autoreferenzialit\u00e0 di categoria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Questo articolo \u00e8 stato pubblicato sul <a href=\"http:\/\/www.asinoedizioni.it\/products-page\/rivista\/gli-asini-n-32-marzo-aprile-2016\/\" target=\"_blank\">numero 32 degli Asini<\/a>.\u00a0<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vi segnaliamo: Gli Asini \u2013 Rivista Bologna, il caso della scuola Longhena di Agnese Doria Lo stabile dov\u2019\u00e8 situata la scuola primaria intitolata, quasi come fosse un presagio, a Mario Longhena, professore, giornalista, partigiano, si trova in via di Casaglia, 39 a Bologna.\u00a0Mario Longhena fu una figura di spicco nella vita politica bolognese degli anni [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[3],"tags":[],"class_list":["post-8180","post","type-post","status-publish","format-standard","category-notizie","czr-hentry"],"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.scuolalonghena.org\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8180","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.scuolalonghena.org\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.scuolalonghena.org\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scuolalonghena.org\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scuolalonghena.org\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=8180"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.scuolalonghena.org\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8180\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.scuolalonghena.org\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=8180"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scuolalonghena.org\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=8180"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.scuolalonghena.org\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=8180"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}