feb 122009
 

Rassegna web: diregiovani.it

“10 politico” in pagella anti-Gelmini – 12 febbraio 2009

BOLOGNA – A quarant’anni dal ’68 torna il voto ‘politico’. Con una pagella tutta di “dieci e lode” per protestare contro il ritorno dei voti numerici voluto dal ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini. Così i docenti delle scuole elementari Longhena di Bologna hanno “disobbedito” ad una delle principali novità della riforma scolastica. Al termine degli scrutini di metà anno, i consigli di classe hanno infatti premiato l’impegno di ogni alunno con un “10” in pagella in tutte le materie. Il voto è stato giustificato da un giudizio scritto: “L’alunno possiede conoscenze e competenze esaurienti in relazione alle proprie capacità. Obiettivi raggiunti in modo personale”.

Il “dieci” d’ufficio non è solo un modo per protestare contro i cambiamenti imposti dal ministro, ma un chiaro segnale indirizzato alla preside, Ivana Summa. La dirigente scolastica, con un ordine di servizio emanato a 10 giorni dagli scrutini, ha infatti obbligato i docenti ad esprimersi con i voti, andando così contro una delibera del collegio dei docenti, votata all’unanimità, in cui si stabiliva invece che gli studenti sarebbero stati valutati ancora con i vecchi giudizi.

“La preside ha considerato la delibera del collegio dei docenti illegittima, quindi ha emanato l’ordine di servizio”, spiega Marzia Mascagni, insegnante delle Longhena e responsabile scuola del Prc di Bologna. Per Mascagni è invece l’ordine di servizio emanato da Summa ad essere illegittimo, perchè si riferisce “ad una legge che non ha ancora completato il suo iter di approvazione, non sono ancora passati i 40 giorni dalla pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale”.

L’ordine di servizio della preside è stato allegato a tutte le pagelle. “I genitori erano contenti, hanno apprezzato la serietà degli insegnanti”, spiega ancora Mascagni. Al di là della contrarietà ad una norma imposta dal ministro, i docenti contestano infatti la tempestività dell’utilizzo dei voti numerici. “Dobbiamo ancora decidere cosa significa dare un sei o un sette, cosa difficile da fare in soli 10 giorni”, conclude Mascagni.

LA GELMINI: “NON FARE POLITICA IN CLASSE” – “Chi fa il dirigente o l’insegnante è chiamato a svolgere un ruolo istituzionale, non a fare politica”. Così il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, a margine della presentazione del Rapporto della Fondazione Agnelli sulla scuola, commenta il caso della scuola elementare Longhena di Bologna, dove i docenti hanno deciso di assegnare il “10 e lode politico” in pagella a tutti gli alunni – e in tutte le materie – in segno di protesta contro la reintroduzione nella scuola primaria del voto decimale al posto dei giudizi.

“Una parte del personale scolastico – lamenta Gelmini – fa politica nelle scuole ed è un fatto gravissimo, che voglio denunciare, perché crea disorientamento nelle famiglie. Non è eticamente corretto – chiude il ministro – rifiutarsi di informare le famiglie solo perché non si condivide la linea politica del governo”.

L’IRA DELLA PRESIDE CONTRO I DOCENTI – “Gli insegnanti vogliono semplicemente alzare il polverone”. Ivana Summa, preside delle scuole elementari Longhena di Bologna, commenta così la decisione dei docenti della scuola di dare un “10” politico in pagella in tutte le materie a tutti gli alunni dell’Istituto. Dal canto suo, la preside scarica dunque le responsabilità dell’accaduto sui professori, colpevoli di aver trasgredito al suo ordine di servizio, ma minimizza l’accaduto: “Non c’è nessun problema, ho già riferito della situazione alla dirigente dell’Ufficio scolastico regionale, Anna Maria Benini”.

Il direttore dell’Ufficio scolastico regionale (Usr) per l’Emilia-Romagna, Luigi Catalano, non è ancora stato informato dell’accaduto. “Non so nulla, appena verrò informato prenderemo le misure del caso, ma per ora non sono in condizione di fare un commento, non conosco le dinamiche né le motivazioni, a parte quelle politiche”, spiega Catalano.

LA PROVINCIA CON I PROF – L’azione degli insegnanti non stupisce Paolo Rebaudengo, assessore alla Scuola della Provincia di Bologna, che giudica il 10 politico in pagella un modo per “portare allo scoperto un problema”. Per Rebaudengo dunque “è naturale che il problema emerga e venga reso pubblico”, in questo modo “la comunità può partecipare alle difficoltà che vivono i docenti”.

Federico Bianchi di Castelbianco, psicoterapeuta dell’età evolutiva, boccia la protesta attuata dai docenti della scuola elementare ‘Longhena’ di Bologna. “E’ un fatto gravissimo: non si possono coinvolgere i bambini nello scontro politico. Questi docenti si comportano come quei genitori separati che usano i bambini per danneggiare il coniuge”. “Non si possono utilizzare i bambini per gli interessi politici, personali e professionali. I problemi tra adulti si risolvono tra adulti- sottolinea Castelbianco-. Non ci si serve della professione come oggetto del contendere”. Inoltre, “la scuola, che nel tempo ‘vede’ governi di destra e governi di sinistra, non puo’ essere identificata con un governo o con un partito: e’ una istituzione trasversale e deve rifiutare identificazioni di parte. Ogni bambino- chiude Castelbianco- fin dalla scuola elementare puo’ cosi’ avere la possibilita’ di ribellarsi verso quella che per loro e’ la prima istituzione, visto l’esempio che gli viene dagli adulti”.

http://www.diregiovani.it/gw/producer/dettaglio.aspx?id_doc=17951

  4 Risposte a ““10 politico” in pagella anti-Gelmini”

  1. Pregherei il signor Federico Bianchi di Castelbianco di informarsi prima di rilasciare delle dichiarazioni. Se avesse atteso le nostre dichiarazioni o se avesse fatto almeno lo sforzo di conoscerci saprebbe che: non solo non vi è stata strumentalizzazione dei bambini ma che, al contrario, è stata la nostra attenzione e sensibilità al mondo della scuola primaria e dei bambini che la frequentano a giustificare il nostro 10 pedagogico.
    Il signor Federico Bianchi di Castelbianco mi ricorda tanto quegli esperti che passano in tv 30 secondi a sentenziare su un caso di attualità con cliché e banalità da bar dello sport.
    Se avesse detto che non ci sono più le mezze stagioni le avrei prestato più attenzione…

    Fabio Campo

  2. E’ una vera tristezza che l’esimio Bianchi di Castelbianco con tutti i titoli e l’esperienza di cui si può pregiare, dimostri di non sapere assolutamente nulla di scuola primaria e della quotidiana pratica educativa che vi si svolge.
    Ancora di più dichiara la sua abissale ignoranza in tema di valutazione scolastica, ad esempio relativamente ai punti di criticità di questa e agli effetti che un errato sistema di valutazione (questo sì di puro stampo ideologico) possa avere su bambini di questa età.
    Una cosa è certa: se le cose andranno avanti così il numero dei piccoli pazienti che entreranno in terapia perchè bisognosi di recuperare un po’ di autostima su cui costruire la propria identità o su cui basare la motivazione ad apprendere, aumenterà di certo….

    Marinella Giovine insegnante di Longhena, psicopedagogista e pedagogista clinico.

  3. Probabilmente il prof. Bianchi si è fermato (nel suo giudizio) agli “strilli” mediatici che, a differenza di moltri altri casi di voto uniforme o di sola valutazione, ha colpito la scelta delle Longhena… facendo diventare una valutazione a tutela dei giovani… un fatto “politico”.

    quando il prof. dice:
    ““Non si possono utilizzare i bambini per gli interessi politici, personali e professionali. I problemi tra adulti si risolvono tra adulti- sottolinea Castelbianco-.”
    sembra non rendersi conto che la scelta dei “nostri” maestri è nata proprio per tenere al di fuori i bambini dalle “questioni” tra adulti…
    nel caso specifico, a fronte di una scelta unanime del corpo insegnante (adulti) di procedere con soli giudizi c’è stata la imposizione da parte della dirigente (adulta) del voto….
    cosa avrebbe preferito il nostro prof…. un voto assegnato così su due piedi?
    deciso in un giorno?…
    non vede lei prof. in questa imposizione un possibile rischio di danneggiamento ai bambini???

    io sono fermamente convinto, come altri genitori, che questa scelta di “incoraggiamento” sia stata la forma più corretta proprio a tutela dei nostri giovani…
    …che del resto conoscono benissimo, come noi genitori, quali siano le concrete problematiche che ciascuno ha nei confronti dello studio e su cosa lavorare per il loro superamento senza “etichette”.

  4. sig. Bianchi, questi maestri che usano i bambini per interessi politici, personali e professionali, quale ritorno avrebbero dalla protesta?

    E sarebbero, comunque, davvero brutte persone, dei veri e propri voltagabbana, perché hanno protestato, allo stesso modo, in difesa della scuola pubblica, sia con governi di destra che di sinistra: gentaccia?? O persone con intelletto proprio e difficilmente strumentalizzabili da qualsivoglia partito politico? Facinorosi? O difensori di quanto ritengono sia GIUSTO a costo di correre rischi poco invidiabili?
    Cattivi maestri? O paladini della scuola pubblica proprio in quanto istituzione da difendere e rispettare?

    Altri sono gli sciacalli del 10 in pagella.

    Politici di professione, con niente da perdere, anzi, voti da conquistare attraverso facili slogan urlati tappando la bocca di chi ha, come unica forza, quella delle proprie idee.

    Noi, se permettete, da genitori, i nostri figli vorremmo difenderli da tutto questo. Vorremmo che, nonostante gli si dica da più parti che i loro maestri hanno sbagliato, continuassero ad averne rispetto e stima, come riteniamo meritino. Vorremmo che non gli fosse instillato il dubbio, da parte di tutti i detrattori del momento, che la scuola, proprio la loro scuola, sia sbagliata, che non meriti rispetto. L’istituzione che loro vedono e che devono imparare a rispettare è esattamente quella che gli state distruggendo, mattone per mattone. Si sostanzia nelle figure dei loro maestri, che gli state insegnando a dileggiare.
    Se questo dev’essere l’esempio e l’insegnamento, beh, permettetemi di metterci del mio nel tentare di difendere i valori che alle mie figlie ho trasmesso e che ritengo indispensabili e fondamentali per la loro crescita.

    La scuola, non la devono e non la possono fare i politicanti di professione! Loro sì, sono quali genitori separati che non si peritano di farli soffrire, i bambini, pur di punire chi, a loro avviso, li ha colpiti nel vivo.

    Peccato, sig. Bianchi di qualche posto che non ricordo, che a farne le spese di questa politica portata nella scuola, siano i nostri figli, usati per campagne elettorali anticipate e propaganda di bassa lega.

    Ringrazio davvero infinitamente maestri e maestre di questa scuola che, nonostante le difficoltà del periodo, riescono invece a tenerli fuori dal bailamme, i loro alunni. Non spendo parole nuove per difendere le o gli insegnanti, che ho già ringraziate tante volte, in tempi non sospetti, per come stanno facendo crescere le mie bambine. Persone di cui ho profonda stima e rispetto. E, da genitore, sono felice che stiano insegnando alle mie figlie che le idee vanno difese. A tutti i costi. Nel rispetto della legge, delle regole date e dei nostri simili. Senza prevaricare. Imparando ad accettare anche ciò che non ci pare giusto, se la maggioranza così ha stabilito. Ma dopo aver usato, in democrazia, tutti i possibili strumenti per farla sentire, la nostra voce.

    Strano che ce ne siano ancora tanti, tra l’altro, di scolari in giro nella scuola in collina, e non se li siano già mangiati tutti i pericolosi comunisti che razzolano da quelle parti..

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